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Elisa «Kintsugi»: gli undici brani e il picture disc

«Kintsugi» di Elisa esce il 27 novembre 2026: la tracklist completa, il film al cinema dal 26 e la differenza vera fra il vinile nero e il picture disc.

2 Novembre 2026 · 3 min di lettura

Elisa pubblica «Kintsugi» venerdì 27 novembre 2026 per Island Records / Universal Music Italia: undici brani, un titolo preso dalla tecnica giapponese che ripara la ceramica rotta con l’oro, e un film collegato che arriva al cinema il giorno prima. In vinile esistono una stampa nera e un picture disc.

In sintesi: «Kintsugi» esce il 27 novembre 2026 con undici tracce, da «Overture» a «Paura di stare bene». Il titolo richiama l’arte giapponese di ricomporre gli oggetti rotti saldando le crepe con l’oro. Dal 26 novembre è al cinema «Kintsugi… e sono la mia opera». Il disco esiste in LP nero e in picture disc.

Cosa Quando Dettagli
Film «Kintsugi… e sono la mia opera» 26 novembre 2026 al cinema
«Kintsugi», LP nero 27 novembre 2026 negozi di dischi e negozi online
«Kintsugi», picture disc 27 novembre 2026 negozio Universal Music

Gli undici brani

La tracklist è stata resa pubblica e si apre con un brano strumentale. Nell’ordine: «Overture», «Amore è», «Kintsugi», «Riguarda noi due», «Centomila volte», «Ciao», «Dischi rotti», «F.O.M.O. I», «F.O.M.O. II», «Anche niente era tanto» e «Paura di stare bene».

Due titoli raccontano da soli la struttura del disco. Il primo è «Dischi rotti», che riprende l’immagine del titolo: il kintsugi è la pratica giapponese di riparare un oggetto rotto saldandone le crepe con lacca e polvere d’oro, cosicché la frattura non viene nascosta ma messa in evidenza e diventa parte dell’oggetto. Il secondo è il dittico «F.O.M.O. I» e «F.O.M.O. II», divisi in due movimenti.

Il progetto è descritto come il più autobiografico dell’artista, ed è collegato al film «Kintsugi… e sono la mia opera», in sala dal 26 novembre: il disco e la pellicola escono quindi a ventiquattro ore di distanza.

LP nero o picture disc?

Le due edizioni in vinile non sono equivalenti, e la differenza va spiegata perché riguarda l’ascolto e non solo l’aspetto.

Il picture disc è un disco con l’immagine stampata dentro: invece di un unico blocco di vinile nero, è una specie di sandwich con un foglio illustrato al centro e due strati trasparenti sopra. È bellissimo da vedere, e per questo compare quasi sempre nelle edizioni da collezione. Ma la superficie trasparente è più rumorosa di quella nera: il fruscio di fondo si sente di più, soprattutto nei passaggi silenziosi, e su un disco che si apre con un brano strumentale la cosa si nota. Non è un difetto della singola copia, è una caratteristica del formato — e abbiamo spiegato quando il fruscio è normale e quando no nella guida sul vinile nuovo che fruscia.

La stampa nera fa il contrario: non ha niente da guardare, e suona meglio. La scelta onesta è questa: se il disco va sul piatto spesso, il nero; se va esposto, il picture disc. Sulle differenze fra le stampe speciali abbiamo scritto anche nella guida sui vinili colorati e in quella sulle edizioni esclusive.

Conservare un picture disc

C’è un motivo in più per trattarlo con cura: sulla superficie trasparente le impronte e i segni si vedono tutti, mentre sul nero si confondono. Busta interna antistatica, posizione verticale e lontano dalle fonti di calore sono le tre regole che valgono sempre, ma qui valgono doppio. Le abbiamo messe in fila nella guida su come si conservano i vinili.

Che cosa guardare prima di ordinare

Quando un album esce in più versioni insieme conviene sapere che cosa si sta prendendo: numero di dischi, tipo di stampa, inserti, eventuale numerazione. Sono le informazioni che distinguono un’edizione dall’altra e si leggono tutte sulla scheda del prodotto: come si interpretano lo abbiamo spiegato in come si legge un’edizione prima di comprarla.

E se state costruendo uno scaffale di musica italiana, il punto di partenza sta nella guida ai migliori vinili italiani.

Fonti

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Domande frequenti

Quando esce «Kintsugi» di Elisa?

Venerdì 27 novembre 2026, per Island Records / Universal Music Italia.

Qual è la tracklist di «Kintsugi»?

Undici brani: «Overture», «Amore è», «Kintsugi», «Riguarda noi due», «Centomila volte», «Ciao», «Dischi rotti», «F.O.M.O. I», «F.O.M.O. II», «Anche niente era tanto» e «Paura di stare bene».

Che cosa vuol dire kintsugi?

È la pratica giapponese di riparare un oggetto di ceramica rotto saldandone le crepe con lacca e polvere d'oro: la frattura non viene nascosta ma messa in evidenza.

C'è un film collegato all'album?

Sì, «Kintsugi… e sono la mia opera», al cinema dal 26 novembre 2026, cioè il giorno prima dell'uscita del disco.

In quali versioni esce il vinile?

In LP nero e in picture disc, cioè un disco con l'immagine stampata all'interno.

Il picture disc suona come il vinile nero?

No: la superficie trasparente del picture disc è più rumorosa, e il fruscio di fondo si sente di più nei passaggi silenziosi. È una caratteristica del formato, non un difetto della singola copia.

Meglio il nero o il picture disc?

Se il disco va sul piatto spesso conviene il nero, che suona meglio; se va esposto, il picture disc, che è fatto per essere guardato.

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