STAMPA 3D Cosa serve per iniziare a stampare in 3D: la lista completa
Cosa serve per iniziare a stampare in 3D: stampante, PLA, spatola…
Stampanti 3D, filamenti PLA e PETG, resine ed essiccatori.
Stampanti 3D a filamento e a resina, filamenti PLA e PETG, resine, essiccatori e accessori: guide per scegliere cosa comprare, dalla prima stampante alle miniature e ai pezzi per il cosplay.
Di ciascuno diciamo che cos’è e che cosa dichiara la scheda del venditore: formato, materiale, numero di pezzi, età consigliata. Una recensione compare qui sotto solo quando c’è qualcosa da raccontare.
Per scegliere fra i prodotti Stampa 3D il criterio che usiamo è uno solo: che cosa c’è davvero nella confezione e per chi è pensato. Quello che non troverai è una percentuale di sconto: il prezzo barrato su Amazon non è sempre una cifra che quel prodotto ha avuto davvero, e da solo non dice niente. Il prezzo esatto non lo scriviamo perché cambierebbe prima che tu finisca di leggere: quello valido è su Amazon.
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La stampante a filamento fonde un filo di plastica ed è adatta a oggetti utili, pezzi grandi e cosplay. Quella a resina solidifica un liquido con la luce e dà molto più dettaglio, quindi è la scelta per miniature e statuine, in cambio di una gestione più impegnativa.
Per il PLA no: i produttori lo descrivono come poco soggetto a deformarsi e stampabile su macchine aperte. Per ABS e ASA sì: Bambu Lab e Prusa indicano la camera chiusa come necessaria, perché servono temperature alte per evitare che i pezzi si sollevino e che gli strati si separino.
Sì, tutti in qualche misura: Bambu Lab scrive che «all filaments absorb moisture from the air». Un filamento umido produce fili sottili fra i pezzi, bolle e superfici ruvide. ⛔ Per asciugarlo non si usa il forno di casa né il microonde: lo vietano esplicitamente sia Bambu sia Elegoo.
Almeno due bobine, una spatola e una pinza da taglio per staccare e rifinire i pezzi, e un piatto di ricambio. Chi stampa a resina aggiunge guanti in nitrile, alcol isopropilico e una stanza ventilata, perché le schede di sicurezza dei produttori lo richiedono.
Il materiale incide meno di quanto si pensi: una bobina da un chilo di PLA basta per decine di pezzi piccoli, e un portachiavi pesa pochi grammi. A pesare di più sono il tempo macchina e la corrente: i produttori dichiarano consumi medi di qualche decina di watt a stampa, quindi qualche centesimo all'ora. Il conto vero lo fanno gli scarti: una stampa fallita al novantesimo per cento è materiale e ore buttati.
Dipende da altezza del pezzo e altezza dello strato, non dalla velocità scritta nel titolo. Un portachiavi si chiude in meno di un'ora, una miniatura ben definita può chiedere mezza giornata, un casco da cosplay si misura in giorni e di solito si stampa a pezzi. Strati più alti vanno più veloci e si vedono di più: è il compromesso di ogni stampa.
Il PLA è il più facile: stampa a temperature basse, non puzza e non si deforma, ma si ammorbidisce già sotto il sole di un cruscotto. Il PETG resiste meglio al calore e all'umidità ed è più tenace, in cambio fila di più. ABS e ASA reggono temperature e intemperie ma chiedono una camera chiusa e una stanza areata, perché scaldandosi rilasciano odori e composti volatili.
I produttori dichiarano valori intorno ai cinquanta decibel in funzione, che è il livello di una conversazione a voce bassa. Il problema vero non è il volume ma la durata e le vibrazioni: una macchina veloce su un ripiano sottile trasmette i colpi al mobile e al pavimento. Un piano pesante e stabile, o un tappetino, cambiano la convivenza più di qualunque modalità silenziosa.
La stampante ha un ugello solo: per cambiare colore deve spurgare il filamento precedente, altrimenti il nuovo esce sporco. Lo scarto finisce in una torre di spurgo accanto al pezzo, e su una stampa a quattro colori può pesare quanto il pezzo stesso. Per questo il sistema multicolore ha senso su modellini e decorazioni, molto meno su ricambi e supporti.
Dipende dalla licenza del singolo modello, che sta scritta sulla pagina da cui lo scarichi. «Uso personale» vuol dire che puoi stampare per te e non vendere. Alcune licenze aperte permettono la vendita ma chiedono di citare l'autore. ⚠️ Un modello che riproduce un personaggio o un marchio registrato resta protetto anche quando il file è gratuito.
È uno degli usi che rende di più, perché i pezzi che si rompono per primi sono spesso di plastica e costano più della bobina che serve a rifarli. I limiti sono due: il pezzo deve reggere il carico, e nelle plastiche comuni la resistenza dipende dalla direzione degli strati. ⛔ Nulla che debba tenere peso sopra la testa o reggere calore va stampato in PLA.
Una macchina di fascia media occupa come una stampante da ufficio, intorno ai quaranta centimetri per lato, ma lo spazio che conta è quello intorno: serve aria per il raffreddamento e accesso davanti per staccare i pezzi. Alla stampante vanno poi affiancate le bobine, che ingombrano più della macchina se non si tengono in una scatola asciutta.
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