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Action figure Dragon Ball: le linee e come si distinguono

Grandista, Gxmaterial, Match Makers, Sangue di Saiyan: come si orienta chi colleziona action figure Dragon Ball.

7 Ottobre 2026 · 5 min di lettura

Le figure di Dragon Ball sono tra le più numerose in circolazione, e il motivo per cui è difficile orientarsi non è la quantità: è che sotto lo stesso personaggio convivono oggetti con costruzioni diverse. Alcune si muovono, altre no; alcune hanno una scala dichiarata, altre nessuna. La linea, non il personaggio, è l’informazione principale. Dragon Ball ha anche un gioco di carte recente: cos’è e come si comincia è in Dragon Ball Super Card Game Fusion World.

La prima distinzione: articolate o no

È quella che decide tutto il resto, e non sempre è evidente dalle foto.

Una figura articolata ha snodi — spalle, gomiti, anche, ginocchia, a volte busto e collo — e si mette in posa. Le linee che le producono dichiarano il numero di punti di articolazione e includono quasi sempre mani intercambiabili e accessori per gli effetti.

Una statua, o figura statica, è scolpita in una posa unica e non si muove. In cambio ottiene cose che un’articolata non può avere: pose dinamiche impossibili da reggere con gli snodi, drappeggi continui, effetti scolpiti insieme al corpo.

Come si distinguono in scheda: la riga dei punti di articolazione. Se c’è, è articolata; se la scheda parla solo di altezza e materiale, quasi certamente è una statua.

Non c’è una migliore: sono due oggetti con scopi diversi. Chi vuole cambiare posa prende la prima, chi vuole un pezzo da mensola la seconda.

Le linee che si incontrano più spesso

Il nome della linea compare sempre nella denominazione del prodotto, prima o dopo il personaggio, ed è l’informazione da cercare.

Le linee articolate da collezione sono quelle con il maggior numero di snodi, mani intercambiabili, volti sostituibili ed effetti applicabili. Sono pensate per essere messe in posa e fotografate. Il confronto fra la linea articolata più nota e le statue è nella guida S.H.Figuarts o Banpresto.

Le figure di grandi dimensioni per il gioco hanno pochi snodi, materiali più robusti e misure generose. Non sono pezzi da vetrina e non pretendono di esserlo.

Le statue da esposizione si dividono a loro volta in serie, ciascuna con una propria dimensione e un proprio taglio: alcune puntano sulla posa di combattimento, altre su momenti quotidiani dei personaggi.

Le figure stilizzate, infine, non riproducono le proporzioni del personaggio ma lo reinterpretano in un formato riconoscibile. Sono un’altra categoria ancora, e si collezionano con altre logiche. Le più diffuse sono quelle in vinile, raccontate nella guida ai Funko POP di Dragon Ball e Death Note.

Scala dichiarata e non dichiarata

È il punto che manda a monte le vetrine, ed è specifico di questa licenza.

Alcune linee dichiarano una scala — una proporzione rispetto alla statura del personaggio — e in quelle linee i pezzi stanno insieme in modo coerente: un personaggio alto risulta più alto.

Molte altre dichiarano solo l’altezza in centimetri, uguale per tutti i pezzi della serie. Questo significa che un personaggio piccolo e uno grande vengono prodotti della stessa altezza, perché quello che è fisso è l’ingombro della figura, non la proporzione fra i personaggi.

Da qui la conseguenza pratica: mettere insieme pezzi di linee diverse produce incoerenze visibili, e non è un difetto di nessuno dei due. Chi tiene a una vetrina coerente sceglie una linea e la segue.

Il controllo da fare: se la scheda dichiara solo i centimetri, quel numero descrive l’oggetto e non il personaggio.

Perché lo stesso personaggio esce decine di volte

È una caratteristica di questa licenza più che di altre, e capirla aiuta a non comprare due volte la stessa cosa.

I personaggi principali attraversano molte trasformazioni, ciascuna con capelli, colori e aura diversi. Ogni trasformazione è, a tutti gli effetti, un soggetto nuovo da scolpire: non è una riedizione. Se oltre a Goku cerchi il suo rivale o i personaggi meno scontati, c’è la guida a Vegeta e agli altri personaggi di Dragon Ball. Le trasformazioni si seguono meglio leggendo la storia da cui vengono: Dragon Ball è fra gli shonen classici da recuperare.

A questo si aggiunge che lo stesso stato del personaggio viene prodotto in linee diverse, con costruzioni diverse. Due pezzi con lo stesso nome possono quindi essere una statua e una figura articolata.

Il controllo pratico prima di comprare: leggere insieme nome della linea, trasformazione indicata e altezza. Se coincidono tutti e tre con qualcosa che si ha già, allora è lo stesso pezzo.

Il montaggio e la base

Quasi tutte queste figure arrivano in più pezzi, e questo sorprende chi apre la prima scatola.

Le parti separate tipiche sono il corpo, una o più parti dei capelli, gli effetti — sfere di energia, scie, elementi trasparenti — e la base.

Tre accorgimenti.

Gli incastri a freddo sono rigidi. Vale la regola di sempre: si scalda leggermente la parte prima di inserirla, e si spinge dritto senza torcere.

La base non è opzionale sulle pose dinamiche. Molte figure appoggiano su un punto solo, e senza la base non stanno in piedi: perderla significa non poter più esporre il pezzo.

Gli effetti trasparenti ingialliscono più in fretta del resto, perché la plastica trasparente non è pigmentata. È un argomento in più per tenerli lontani dalla luce diretta, come spiegato in polvere, sole e ingiallimento.

Che cosa guardare sulla scheda

Il nome della linea, che è l’informazione principale e che decide costruzione, dimensione e taglio.

I punti di articolazione, o la loro assenza.

L’altezza, e se è dichiarata una scala.

Il contenuto della confezione: mani di ricambio, volti alternativi, effetti, base.

Il materiale, che su queste figure è quasi sempre una plastica rigida, mentre le resine appartengono a categorie diverse. Le differenze sono in PVC, ABS e resina.

Come leggiamo le schede

Di queste figure riportiamo quello che dichiara la confezione: linea, altezza, materiale, punti di articolazione quando sono indicati e contenuto. Non le abbiamo aperte né montate, e non diciamo quale linea sia la migliore: dipende da che cosa si cerca, e le distinzioni descritte qui servono proprio a deciderlo.

Quello che possiamo fare è spiegare la differenza fra articolate e statiche, perché il nome della linea conta più del personaggio e perché due pezzi di linee diverse non stanno bene insieme.

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Domande frequenti

Qual è la prima distinzione da fare?

Fra figure articolate e statue. Le prime hanno snodi e si mettono in posa, le seconde sono scolpite in una posa unica.

Come si capisce dalla scheda?

Dalla riga dei punti di articolazione: se c'è è articolata, se la scheda parla solo di altezza e materiale è quasi certamente una statua.

Che cosa si guadagna con una statua?

Pose impossibili da reggere con gli snodi, superfici continue senza linee di separazione ed effetti scolpiti insieme al corpo.

Quali linee si incontrano?

Le articolate da collezione, le figure grandi per il gioco, le statue da esposizione e le figure stilizzate, che reinterpretano il personaggio invece di riprodurlo.

Che cosa significa scala dichiarata?

Una proporzione rispetto alla statura del personaggio. Dove è dichiarata, i pezzi stanno insieme in modo coerente: un personaggio alto risulta più alto.

E quando è dichiarata solo l'altezza?

Quel numero descrive l'oggetto, non il personaggio: un personaggio piccolo e uno grande vengono prodotti della stessa altezza.

Perché lo stesso personaggio esce decine di volte?

Perché le trasformazioni sono molte e ciascuna è un soggetto nuovo da scolpire, e perché lo stesso stato viene prodotto in linee diverse.

Come si evita di comprare due volte lo stesso pezzo?

Leggendo insieme nome della linea, trasformazione indicata e altezza: se coincidono tutti e tre con qualcosa che si ha, è lo stesso pezzo.

Perché arrivano smontate?

Perché corpo, capelli, effetti e base sono parti separate. Gli incastri a freddo sono rigidi: si scalda leggermente e si spinge dritto senza torcere.

Gli effetti trasparenti durano?

Ingialliscono più in fretta del resto, perché la plastica trasparente non è pigmentata. Vanno tenuti lontani dalla luce diretta.

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