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Bambu Lab P1S o QIDI Q2C: costano uguale, ma una sola delle due stampa i compositi

Due stampanti 3D chiuse allo stesso prezzo sul negozio ufficiale. Le schede tecniche dicono 370 °C contro 300 °C, e cambia l'elenco dei materiali.

31 Ottobre 2026 · 8 min di lettura

Due stampanti 3D chiuse, tutte e due CoreXY, tutte e due a 349 € sul negozio ufficiale del rispettivo marchio. Sulla carta sembrano la stessa macchina. Poi si leggono le schede tecniche e si scopre che l’ugello di una arriva a 370 °C e quello dell’altra si ferma a 300 °C: settanta gradi che decidono quali materiali puoi stampare e quali no.

Qui sotto trovi il confronto fra Bambu Lab P1S e QIDI Q2C voce per voce, preso dalle schede tecniche ufficiali dei due produttori. Niente prove nostre: nessuna delle due macchine è passata per le nostre mani, e quando un numero è dichiarato lo diciamo.

Bambu Lab P1S o QIDI Q2C: le differenze in una tabella

Le voci dove le due macchine divergono davvero. Dove non compaiono, sono equivalenti.

Voce Bambu Lab P1S QIDI Q2C
Volume di stampa 256 × 256 × 256 mm 270 × 270 × 256 mm
Temperatura ugello 300 °C 370 °C
Temperatura piatto 100 °C 120 °C
Velocità massima testa 500 mm/s 600 mm/s
Compositi fibra carbonio/vetro non raccomandati supportati
Filtro dell’aria carboni attivi, incluso opzionale
Telecamera inclusa, 1280 × 720 opzionale
Schermo 2,7 pollici, 192 × 64 touch 4,3 pollici, 480 × 272
Rete Wi-Fi, Bluetooth Wi-Fi, Ethernet, USB
Peso netto 12,95 kg 16,9 kg
Si compra su Amazon sì no

Volume di stampa: la QIDI Q2C guadagna 14 mm per lato

La P1S dichiara 256 × 256 × 256 mm, la Q2C 270 × 270 × 256 mm. In altezza sono identiche; sul piano la Q2C offre 14 mm in più per lato.

Quattordici millimetri sembrano niente, e per la maggior parte degli oggetti lo sono. Contano in un caso solo: quando il pezzo che vuoi stampare sta fra i 256 e i 270 mm. Lì la differenza non è «un po’ più comodo», è «si può» contro «non si può», e ti costringe a tagliare il modello in due e incollarlo. Se non sai ancora che cosa stamperai, non è questo il criterio su cui decidere: lo trovi spiegato meglio nella guida per chi parte da zero.

Ugello a 370 °C contro 300 °C: il numero che decide i materiali

È la differenza più grossa fra le due, e non si vede guardando le fotografie. La P1S monta un hot end tutto in metallo con ugello in acciaio inox dichiarato fino a 300 °C. La Q2C monta un ugello bimetallico dichiarato fino a 370 °C.

La temperatura dell’ugello non è una gara: è un elenco di materiali. Sotto i 300 °C ci stanno PLA, PETG, TPU, ABS e ASA, cioè quasi tutto quello che una persona stampa normalmente. Sopra ci sono i tecnici: nylon, policarbonato, e soprattutto i compositi.

Anche il piatto segue la stessa logica: 100 °C sulla P1S, 120 °C sulla Q2C. Un piatto più caldo tiene attaccato meglio un materiale che si ritira mentre raffredda.

Fibra di carbonio: «supportati» su una, «non raccomandati» sull’altra

Qui le due schede tecniche dicono due cose opposte, con le parole dei produttori.

Bambu Lab, per la P1S, elenca i polimeri rinforzati in fibra di carbonio e di vetro come «non raccomandati». Non è un divieto, è il marchio che ti avverte che quella macchina non è pensata per quel materiale.

QIDI, per la Q2C, li mette nell’elenco dei filamenti supportati, insieme a PLA, ABS, ASA, PETG, TPU, PA e PC. Coerentemente, monta ingranaggi dell’estrusore doppi in acciaio temprato: la fibra di carbonio consuma gli ingranaggi e l’ugello, e serve ferro più duro per reggerla.

Se nella tua testa la stampante serve per staffe, supporti e ricambi che devono reggere un carico, questa riga vale da sola la scelta.

La camera: nessuna delle due la riscalda

Tutte e due sono chiuse, ma chiuso non vuol dire riscaldato, ed è un equivoco che costa caro a chi compra per stampare ABS.

La P1S ha una ventola di regolazione della temperatura in camera: serve a tenerla stabile e, quando serve, ad abbassarla. Non c’è un riscaldatore. La Q2C, alla voce «temperatura della camera» della sua scheda ufficiale, scrive NO.

Chi stampa ABS o ASA su pezzi grandi e piatti conosce il problema: senza calore in camera gli angoli si sollevano mentre il pezzo raffredda. La macchina che risolve davvero è la sorella maggiore della Q2C, la QIDI Q2 a 499 € sul negozio ufficiale: stesso volume, stessa testina, stesso piatto, ma con un riscaldatore PTC che porta la camera a 65 °C e 280 W dedicati solo a quello. In più ha il filtro dell’aria tre in uno e la telecamera inclusa.

Velocità e accelerazione: 600 mm/s contro 500 mm/s

La Q2C dichiara 600 mm/s di velocità massima della testa, la P1S 500 mm/s. L’accelerazione è invece la stessa, scritta in due unità diverse: Bambu Lab la indica in 20 m/s², QIDI in 20.000 mm/s². Sono lo stesso numero.

È l’accelerazione, non la velocità di punta, a decidere quanto dura davvero una stampa: su un pezzo pieno di angoli la testa non arriva quasi mai alla velocità massima dichiarata, perché deve frenare e ripartire a ogni spigolo. Per questo le due macchine, nella pratica, sono più vicine di quanto suggerisca il confronto fra 600 e 500.

Che cosa è incluso e che cosa si paga a parte

Qui si inverte tutto, e la P1S recupera.

La P1S include il filtro ai carboni attivi, la telecamera di monitoraggio da 1280 × 720 con timelapse e la ventola ausiliaria di raffreddamento. Sulla Q2C il filtro dell’aria è opzionale, la telecamera è facoltativa e il rilevamento con intelligenza artificiale non c’è.

Il filtro non è un accessorio da collezionisti: è l’unica cosa che trattiene gli odori quando stampi ABS in una stanza di casa. Se la stampante vive in salotto e non in garage, su una delle due lo trovi nella scatola e sull’altra lo devi aggiungere.

Schermo, rete e memoria: dove la QIDI Q2C è più moderna

La P1S ha uno schermo da 2,7 pollici a 192 × 64 con un pulsante: è un display di servizio, l’interfaccia vera sta nell’applicazione. La Q2C ha un touch da 4,3 pollici a 480 × 272, cioè si usa anche senza telefono.

Sulla rete la differenza è pratica: la P1S ha Wi-Fi e Bluetooth, la Q2C aggiunge la porta Ethernet. Chi ha la stampante in cantina o in garage, dove il Wi-Fi arriva male, sa quanto vale un cavo. La Q2C ha anche 32 GB di memoria interna, mentre la P1S si appoggia a una micro SD.

Sul software, Bambu Lab usa Bambu Studio e accetta G-code standard da Superslicer, Prusaslicer e Cura, avvertendo che alcune funzioni avanzate non sono supportate. QIDI usa QIDI Studio e dichiara la compatibilità con Orca e PrusaSlicer, con file STL, OBJ, 3MF, STEP e STP.

Il multicolore: AMS contro QIDI Box

Nessuna delle due stampa a più colori da sola: a tutte e due si aggiunge una scatola che cambia bobina al posto tuo.

Per la P1S è l’AMS, nelle sue varie versioni; per la Q2C è il QIDI Box, che oltre a cambiare le bobine le tiene asciutte in una camera riscaldata. In tutti e due i casi il conto da fare è lo stesso: la stampa multicolore spurga filamento a ogni cambio, e se quello che stampi sono ricambi e supporti la scatola resta spenta. Il ragionamento completo è nella guida ai prezzi Bambu Lab.

Ingombro e peso: quasi quattro chili di differenza

La P1S misura 389 × 389 × 458 mm e pesa 12,95 kg. La Q2C misura 402 × 438 × 494 mm e pesa 16,9 kg.

Sono quattro chili e cinque centimetri di profondità in più. Se la stampante va su una mensola, o se prevedi di spostarla, è un dato che conta più di quanto sembri: una macchina da diciassette chili su un ripiano sottile vibra, e le vibrazioni finiscono nelle pareti del pezzo.

Dove si comprano: la QIDI Q2C non è su Amazon

Questa è la differenza che nessuna scheda tecnica riporta. La P1S si trova sia sul negozio ufficiale Bambu Lab sia su Amazon, dove a vendere risulta il marchio stesso; sul negozio ufficiale costa meno, e per questo è lì che la mandiamo.

La Q2C su Amazon.it non c’è. Cercandola si trovano la Q2, la Plus5 e accessori di altri produttori, ma non lei. Il negozio del marchio è l’unica strada, e questo vuol dire niente consegna Prime e tempi diversi: tienilo presente se ti serve la macchina per una data precisa.

Bambu Lab P1S o QIDI Q2C: quale scegliere

Prendi la QIDI Q2C se hai in mente pezzi tecnici: compositi in fibra di carbonio, nylon, policarbonato. I 370 °C dell’ugello e i 120 °C del piatto sono fatti per quello, e il marchio li mette nero su bianco fra i materiali supportati. Ti porti a casa anche il piano più largo, lo schermo touch e la porta di rete.

Prendi la Bambu Lab P1S se la stampante vive in casa e stampi soprattutto PLA, PETG e ABS. Il filtro ai carboni attivi e la telecamera inclusi contano nell’uso di tutti i giorni più di settanta gradi che non userai, pesa quattro chili in meno e la trovi anche su Amazon se preferisci comprare lì.

Non prendere né l’una né l’altra se il tuo problema sono i pezzi grandi in ABS che si sollevano agli angoli: lì serve una camera riscaldata, e la scelta diventa la QIDI Q2 o, in casa Bambu Lab, il gradino successivo alla P1S.

Se invece stai ancora decidendo quanto spendere, il quadro della fascia più economica è nella guida alle stampanti 3D della fascia più economica, dove si vede che cosa si lascia per strada scendendo di prezzo.

Fonti

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Domande frequenti

Qual è la differenza principale fra Bambu Lab P1S e QIDI Q2C?

La temperatura dell'ugello. La P1S è dichiarata fino a 300 °C, la Q2C fino a 370 °C. Da lì dipende l'elenco dei materiali: i compositi in fibra di carbonio e di vetro sono «non raccomandati» sulla P1S e «supportati» sulla Q2C.

Quanto costano la Bambu Lab P1S e la QIDI Q2C?

Tutte e due 349 € sul negozio ufficiale del rispettivo marchio, rilevato il 31 ottobre 2026. La P1S si trova anche su Amazon, dove il prezzo è più alto; la Q2C su Amazon.it non è in vendita.

La QIDI Q2C ha la camera riscaldata?

No. La scheda tecnica ufficiale, alla voce «temperatura della camera», scrive NO. La macchina è chiusa, ma non c'è un riscaldatore. Quella con la camera riscaldata fino a 65 °C è la QIDI Q2, che costa 499 € sul negozio ufficiale.

La Bambu Lab P1S ha la camera riscaldata?

No. Ha una ventola che regola la temperatura in camera, non un riscaldatore che la alza. È chiusa, e questo aiuta a tenere il calore, ma non è una camera attiva.

Qual è il volume di stampa delle due macchine?

La P1S dichiara 256 × 256 × 256 mm, la Q2C 270 × 270 × 256 mm. L'altezza è identica, sul piano la Q2C ha 14 mm in più per lato.

Quale delle due è più veloce?

La Q2C dichiara 600 mm/s di velocità massima della testa contro i 500 mm/s della P1S. L'accelerazione però è la stessa: Bambu Lab scrive 20 m/s², QIDI scrive 20.000 mm/s², ed è lo stesso valore in due unità diverse.

Si può stampare il nylon o il policarbonato?

Bambu Lab indica PA e PC come materiali che la P1S è «capace» di stampare, non ideali. QIDI li elenca fra i filamenti supportati della Q2C, che ha un ugello dichiarato fino a 370 °C e un piatto fino a 120 °C.

Il filtro dell'aria è incluso?

Sulla P1S sì: la scheda tecnica indica un filtro ai carboni attivi. Sulla Q2C il filtro dell'aria è indicato come opzionale, quindi va aggiunto se la stampante sta in una stanza abitata.

La telecamera c'è su tutte e due?

Sulla P1S è inclusa, dichiarata 1280 × 720 a 0,5 fotogrammi al secondo con timelapse. Sulla Q2C è facoltativa, e il rilevamento con intelligenza artificiale non è previsto.

Come si stampa a più colori con queste due stampanti?

Nessuna delle due lo fa da sola. Alla P1S si aggiunge l'AMS, alla Q2C il QIDI Box. In tutti e due i casi la stampa multicolore spurga filamento a ogni cambio di colore.

Quanto pesano e quanto spazio occupano?

La P1S misura 389 × 389 × 458 mm e pesa 12,95 kg. La Q2C misura 402 × 438 × 494 mm e pesa 16,9 kg: quasi quattro chili e cinque centimetri di profondità in più.

Quale schermo e quale connessione hanno?

La P1S ha uno schermo da 2,7 pollici a 192 × 64 con Wi-Fi e Bluetooth. La Q2C ha un touch da 4,3 pollici a 480 × 272, con Wi-Fi, porta Ethernet e 32 GB di memoria interna.

Con quale programma si preparano le stampe?

Bambu Lab usa Bambu Studio e accetta G-code standard da Superslicer, Prusaslicer e Cura, avvertendo che alcune funzioni avanzate non sono supportate. QIDI usa QIDI Studio e dichiara la compatibilità con Orca e PrusaSlicer.

Avete provato le due stampanti?

No. Tutti i numeri di questa pagina vengono dalle schede tecniche ufficiali dei due produttori, indicate fra le fonti in fondo all'articolo.

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