Un controller su PC può funzionare benissimo, funzionare a metà o non essere riconosciuto affatto, e la differenza non dipende dal prezzo: dipende da quale protocollo parla. È la prima riga da cercare in una scheda, prima della connessione e prima di qualunque altra cosa.
La differenza fra i tre collegamenti vale per il controller come per il mouse: Wireless 2,4 GHz, Bluetooth o cavo: che cosa cambia.
XInput e DirectInput: la riga che conta di più
Sono due modi in cui un controller si presenta al computer, e non sono equivalenti.
XInput è lo standard moderno. Il controller viene riconosciuto senza configurazione, i tasti compaiono con i nomi giusti nei menu e i grilletti sono letti in modo analogico, cioè con tutta la gradazione di pressione.
DirectInput è il sistema precedente. Il controller viene visto come una periferica generica: i pulsanti sono numerati invece che nominati, la configurazione è spesso manuale e i grilletti possono essere letti come se fossero interruttori.
La maggior parte dei titoli attuali supporta XInput e basta. Un controller che parla solo DirectInput funziona lo stesso nei programmi che lo prevedono, ma richiede lavoro.
Molti controller supportano entrambi con un interruttore sul corpo o una combinazione di tasti all’accensione. È la soluzione migliore ed è dichiarata in scheda.
Le tre connessioni
Il cavo. Nessuna batteria, nessun abbinamento, latenza minima. È anche l’unico collegamento che non si interrompe mai. Molti controller cablati usano una presa USB-C sul corpo, il che rende il cavo sostituibile.
Il ricevitore dedicato a 2,4 GHz. Una chiavetta nella presa del computer. Latenza bassissima, collegamento stabile, ma occupa una presa e il ricevitore è specifico: se si perde, il controller resta senza.
Il Bluetooth. Non occupa prese e si collega a più dispositivi, il che lo rende comodo fra computer, tablet e telefono. La latenza è superiore e dipende dall’adattatore del computer, che non è sempre buono. Un controller Bluetooth torna utile anche nel gioco in cloud, come quello di Amazon Luna incluso in Prime.
Il criterio pratico: per i giochi in cui il tempo di reazione conta, cavo o ricevitore dedicato; per tutto il resto il Bluetooth va benissimo. Dove si colloca il controller fra le cose da comprare per prime è spiegato in che cosa serve per una postazione gaming.
Il polling rate
È la frequenza con cui il controller comunica al computer la propria posizione, in hertz. A 125 hertz invia otto volte ogni centesimo di secondo; a 1.000 hertz, otto volte più spesso.
Due cose da sapere per non dargli più peso di quanto ne abbia.
Il miglioramento è reale ma piccolo rispetto ad altri fattori: la differenza fra 125 e 1.000 hertz è di pochi millisecondi, mentre fra un collegamento instabile e uno stabile è molto di più.
Il valore dichiarato vale solo nella configurazione dichiarata: molti controller raggiungono la frequenza massima via cavo o col ricevitore dedicato, e scendono in Bluetooth.
Lo stesso dato esiste su mouse e tastiere, con la stessa logica: il confronto è in che cos’è il polling rate.
Il drift e gli switch Hall effect
È il difetto più noto dei controller: la levetta è ferma al centro ma il personaggio si muove.
Nella maggior parte degli stick la posizione è letta da potenziometri, cioè da un contatto che struscia su una pista resistiva. Lo strusciamento consuma la pista proprio dove la levetta passa più spesso — intorno al centro — e la lettura dello zero smette di essere stabile.
Gli stick a effetto Hall o magnetici misurano la posizione con un magnete e un sensore, senza contatto: non c’è pista da consumare.
Due precisazioni. Non eliminano l’usura meccanica di perno, molle e coppa: eliminano quella del sistema di lettura. E vanno dichiarati: se la riga non c’è, quasi certamente il controller monta potenziometri.
Il meccanismo completo, con quello che si può fare su un controller che già va in deriva, è in perché succede lo stick drift.
I grilletti e i blocchi
I grilletti posteriori sono analogici: leggono quanto si preme, non solo se si preme. Serve nei giochi di guida, dove l’acceleratore è graduale, ed è una delle cose che DirectInput può non trasmettere correttamente.
Alcuni controller hanno un blocco della corsa: una levetta sul retro che riduce il percorso del grilletto, trasformandolo in un pulsante rapido. Serve nei giochi in cui il grilletto è un comando secco e non una gradazione, e non ha senso in quelli di guida. Per i giochi di guida, chi vuole qualcosa di più del controller passa al volante: come scegliere volante e pedaliera lo spieghiamo a parte.
Altre dotazioni ricorrenti: i pulsanti posteriori programmabili, che permettono di premere senza togliere i pollici dalle levette, e la vibrazione, che su PC va comunque supportata dal titolo.
Che cosa guardare, in ordine
XInput, prima di tutto il resto.
Il tipo di stick: effetto Hall o magnetici se si vuole evitare il problema più comune nel tempo.
La connessione, scegliendo in base a che cosa ci si gioca.
I grilletti analogici e, se interessano, il blocco della corsa.
L’autonomia dichiarata, se è senza fili, e come si ricarica.
La modularità, cioè se gli stick sono sostituibili senza saldare: è quello che allunga davvero la vita dell’oggetto.
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Domande frequenti
Che differenza c'è fra XInput e DirectInput?
XInput è lo standard moderno: riconoscimento automatico, nomi dei tasti corretti e grilletti analogici. DirectInput fa vedere il controller come periferica generica, con pulsanti numerati e configurazione spesso manuale.
Quale conviene?
XInput, che è supportato dalla maggior parte dei titoli attuali. Molti controller offrono entrambi con un interruttore sul corpo o una combinazione all'accensione.
Quale connessione scegliere?
Cavo o ricevitore dedicato a 2,4 GHz per i giochi in cui conta il tempo di reazione; Bluetooth per tutto il resto, perché non occupa prese e si collega a più dispositivi.
Il Bluetooth è più lento?
Ha una latenza superiore e dipende dall'adattatore del computer, che non è sempre buono. Il ricevitore dedicato è più stabile ma occupa una presa.
Che cos'è il polling rate?
La frequenza con cui il controller comunica la propria posizione. La differenza fra 125 e 1.000 hertz è di pochi millisecondi: conta meno della stabilità del collegamento.
Il polling rate dichiarato vale sempre?
No, solo nella configurazione dichiarata: molti controller raggiungono il massimo via cavo o col ricevitore e scendono in Bluetooth.
Che cos'è lo stick drift?
Il difetto per cui il personaggio si muove con la levetta ferma: i potenziometri si consumano proprio intorno al centro e la lettura dello zero non è più stabile.
Gli stick a effetto Hall lo eliminano?
Eliminano l'usura del sistema di lettura, perché misurano senza contatto. Perno, molle e coppa si consumano comunque.
A che cosa serve il blocco della corsa dei grilletti?
A ridurre il percorso del grilletto trasformandolo in un pulsante rapido. Serve dove il grilletto è un comando secco, non nei giochi di guida, dove l'acceleratore è graduale.
Che cosa allunga la vita di un controller?
La modularità: stick sostituibili senza saldare. È una caratteristica dichiarata e conta più di quasi ogni altra.











