Il problema più comune del bucato non è il detersivo sbagliato: è la quantità. E quasi sempre è in eccesso, non in difetto — con la conseguenza, poco intuitiva, che il bucato esce meno pulito.
La dose giusta dipende anche dalla temperatura a cui lavi: Lavatrice: a che temperatura si lava e perché.
In breve
| Situazione | Che cosa fare |
|---|---|
| Carico normale, sporco leggero | La dose base indicata sulla confezione, spesso ridotta di un terzo |
| Acqua dolce | Meno detersivo: serve meno prodotto a «saturare’’ l’acqua |
| Acqua dura (calcarea) | La dose piena, o il prodotto perde efficacia |
| Cestello pieno a metà | Dose ridotta in proporzione, non la dose intera |
| Macchie vere (unto, erba, sangue) | Pretrattare il punto: non aumentare la dose generale |
| Capi sportivi tecnici | Dose ridotta e niente ammorbidente |
Perché troppo detersivo lava peggio
Il detersivo lavora creando tensioattivi che staccano lo sporco e lo tengono sospeso nell’acqua finché non viene scaricato. Oltre una certa quantità l’acqua non riesce più a portarlo via tutto, e una parte resta nei tessuti.
Da lì nascono quasi tutti i fastidi che si attribuiscono alla lavatrice:
- tessuti che restano ruvidi o che «non assorbono più’’, soprattutto gli asciugamani;
- aloni chiari sui capi scuri;
- pelle che prude su chi è sensibile;
- residuo nella guarnizione e nel cassetto, che è poi la base su cui si forma l’odore di chiuso.
C’è anche un effetto meccanico: troppa schiuma attutisce lo sfregamento fra i capi, che è una parte importante del lavaggio. Il cestello gira, i panni scivolano l’uno sull’altro invece di strofinarsi, e lo sporco resta.
I tre fattori del dosaggio
La durezza dell’acqua
È il fattore che le confezioni citano per prime e che quasi nessuno verifica. In acqua dura una parte del prodotto viene consumata dal calcare prima di arrivare ai tessuti; in acqua dolce quella parte non serve, e resta nel bucato. L’acqua dura lascia il segno anche negli elettrodomestici, come raccontiamo nella guida alle macchine del caffè a capsule.
La durezza della propria zona si chiede al gestore idrico, ed è un dato pubblico. Vale la pena saperlo una volta sola: cambia la dose di ogni lavaggio per anni.
Il carico
La dose sulla confezione è quasi sempre riferita al carico pieno. Mezzo cestello vuole mezza dose, e questo è il punto in cui si esagera di più, perché il tappo è sempre lo stesso.
Il grado di sporco
Lo sporco «da giornata’’ — sudore, polvere, uso normale — è molto meno impegnativo di una macchia. Per le macchie la strada non è alzare la dose generale ma trattare il punto: il resto del bucato non ha bisogno di quella quantità.
Liquido, polvere o capsule
| Formato | Dove rende | Da sapere |
|---|---|---|
| Liquido | Basse temperature, capi colorati, sporco leggero | Si dosa a occhio e si esagera facilmente |
| Polvere | Bianchi, temperature medie e alte | A freddo può non sciogliersi del tutto |
| Capsule | Comodità: dose fissa | La dose non si riduce a mezzo carico |
Sulle capsule l’osservazione è proprio questa: risolvono il dosaggio in eccesso di chi versa a occhio, ma impediscono quello in difetto quando servirebbe. Per un mezzo carico leggero, una capsula intera è più prodotto del necessario.
Sui prodotti in polvere, la riga da cercare è la temperatura minima dichiarata: sotto quella, parte del prodotto può restare nel cassetto o nei tessuti.
Dove va messo, e perché conta
Il cassetto ha di solito tre scomparti: prelavaggio, lavaggio principale, ammorbidente. Mettere il detersivo nello scomparto sbagliato significa che entra nel momento sbagliato del ciclo — o che viene scaricato subito.
Molti prodotti liquidi dichiarano in confezione di poter essere messi nella pallina dentro il cestello: è il modo in cui arrivano tutti ai tessuti, senza restare nel condotto del cassetto. Se la scheda non lo dichiara, non lo si improvvisa.
Le perle profumate
Non lavano: sono un prodotto che aggiunge profumo. Vanno nel cestello, non nel cassetto, e si sommano a quello che già c’è nel detersivo e nell’ammorbidente.
Chi ha pelle sensibile ha un motivo in più per contarle come un prodotto a sé: aumentano la quantità di sostanza che resta sui tessuti dopo il risciacquo. Lo stesso criterio vale per i prodotti per il corpo, come spieghiamo nei cosmetici senza profumo per pelli sensibili.
L’ammorbidente, che non va sempre bene
Lascia sulle fibre uno strato che le rende morbide al tatto. Su alcuni capi quello strato è un problema dichiarato dai produttori stessi: asciugamani (riduce l’assorbenza), capi tecnici sportivi (chiude la trama traspirante), microfibra (ne annulla l’effetto).
È il tipo di indicazione che sta sull’etichetta del capo più spesso che su quella del detersivo.
L’odore di chiuso
Quando il bucato appena lavato odora di umido, nove volte su dieci non è il detersivo: è residuo che si è accumulato nella guarnizione, nel cassetto e nel filtro, e che resta umido fra un lavaggio e l’altro.
Le contromisure sono banali e tutte dichiarate nei libretti: lasciare l’oblò socchiuso, asciugare la guarnizione, togliere il bucato appena finito, fare ogni tanto un ciclo caldo a vuoto. E ridurre la dose, che è la causa a monte. Se l’odore resta anche dopo questi accorgimenti, le altre cause sono in bucato che puzza anche dopo il lavaggio.
Che cosa controllare sulla confezione
- La dose dichiarata, e per quale durezza d’acqua
- Se la dose indicata è per carico pieno
- La temperatura minima dichiarata, sui prodotti in polvere
- Il numero di lavaggi dichiarato, che è il modo giusto di confrontare due confezioni
- Se il prodotto si può mettere direttamente nel cestello
- Se è dichiarato adatto a capi delicati o tecnici
Il numero di lavaggi merita una riga: due confezioni dello stesso prezzo con grammature diverse non si confrontano a peso. Il dato onesto è quanti lavaggi dichiara ciascuna.
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Domande frequenti
Quanto detersivo serve davvero per un carico?
La dose sulla confezione e' riferita al carico pieno e all'acqua dura. Con acqua dolce, mezzo carico o sporco leggero va ridotta in proporzione.
Perche' troppo detersivo lava peggio?
Perche' l'acqua non riesce a portarlo via tutto e una parte resta nei tessuti. In piu' la schiuma attutisce lo sfregamento fra i capi, che e' parte del lavaggio.
Perche' gli asciugamani non assorbono piu'?
Di solito e' residuo di prodotto sulle fibre: troppo detersivo, oppure ammorbidente, che lascia uno strato che riduce l'assorbenza.
La durezza dell'acqua cambia il dosaggio?
Si', ed e' il fattore principale: in acqua dura una parte del prodotto viene consumata dal calcare, in acqua dolce quella parte resta nel bucato.
Meglio detersivo liquido o in polvere?
Il liquido lavora bene a basse temperature e sui colorati; la polvere rende sui bianchi e a temperature medie. A freddo la polvere puo' non sciogliersi del tutto.
Le capsule sono una buona idea?
Risolvono il dosaggio in eccesso di chi versa a occhio, ma la dose e' fissa: per mezzo carico leggero sono piu' prodotto del necessario.
Le perle profumate lavano?
No, aggiungono solo profumo. Vanno nel cestello e si sommano a quello che c'e' gia' nel detersivo e nell'ammorbidente.
Su quali capi non va usato l'ammorbidente?
Asciugamani, capi tecnici sportivi e microfibra: lo strato che lascia riduce assorbenza e traspirazione. E' indicato sull'etichetta del capo.
Perche' il bucato appena lavato odora di chiuso?
Quasi sempre e' residuo accumulato in guarnizione, cassetto e filtro, che resta umido fra un lavaggio e l'altro. La causa a monte e' il dosaggio in eccesso.
Come confronto due confezioni di detersivo?
Non a peso ma per numero di lavaggi dichiarato: e' l'unico dato che mette due formati sullo stesso piano.











