«Senza profumo» è una delle diciture più richieste sui cosmetici e una delle meno verificabili dalla parte anteriore della confezione. La parola non è regolamentata nel modo in cui si crede, e prodotti che la riportano possono contenere sostanze che svolgono la stessa funzione con un altro nome. L’unico posto dove la risposta c’è davvero è l’elenco degli ingredienti.
Riconoscere un cosmetico senza fragranza vuol dire saper leggere l’INCI: come si fa è in Creme per pelle secca: come si legge l’INCI e l’urea.
Perché il profumo c’è
La fragranza in un cosmetico non è solo decorazione, e capire le sue tre funzioni aiuta a valutare quando rinunciarvi.
La prima è mascherare l’odore delle materie prime. Molti ingredienti funzionali — alcuni oli, i tensioattivi, certi conservanti — hanno un odore sgradevole di loro. Senza fragranza, un prodotto efficace può risultare respingente.
La seconda è identitaria: l’odore è ciò che fa riconoscere un prodotto e che crea l’abitudine a usarlo. Quando la fragranza si vuole, per orientarsi c’è la guida alle famiglie olfattive e a come si sceglie un profumo.
La terza, meno ovvia, riguarda la percezione di efficacia: una crema profumata viene giudicata più gradevole e usata con più costanza, e la costanza è metà del risultato.
Da qui una conseguenza onesta: rinunciare alla fragranza ha un costo in piacevolezza d’uso, e ha senso quando serve, non per principio.
Quando conviene cercare un prodotto senza
Quattro situazioni in cui la fragranza è un fattore di rischio concreto e non una preferenza.
Pelle con la barriera compromessa. Su una pelle molto secca, screpolata o irritata lo strato che normalmente filtra è assottigliato, quindi le molecole della fragranza penetrano più facilmente. È il caso in cui il prodotto che dovrebbe aiutare peggiora la situazione. Il caso più comune sono le mani d’inverno, a cui abbiamo dedicato la guida alle mani screpolate.
Zone sottili o sensibili: contorno occhi, palpebre, viso di chi ha pelle reattiva.
Allergia già nota a uno degli allergeni dichiarati. Chi ha avuto una reazione sa quale cercare, e la legge impone che quelli più comuni siano elencati per nome.
Neonati e bambini molto piccoli, dove la pelle è più sottile e la superficie è grande rispetto al peso. Per chi cambia un neonato più volte al giorno conta anche il telo sotto: come si scelgono le traversine monouso per il fasciatoio è spiegato a parte. Chi prepara il corredo può organizzare tutto con la lista nascita di Amazon, regalo di benvenuto compreso.
Come si riconosce in etichetta
Il metodo è uno solo e funziona sempre: si cerca la parola parfum — o fragrance sulle confezioni in inglese — nell’elenco degli ingredienti.
Se c’è, il prodotto contiene una fragranza, indipendentemente da che cosa dice la parte anteriore. Se non c’è, non la contiene.
Subito dopo, nell’elenco, compaiono spesso nomi come limonene, linalool, citronellol, geraniol, coumarin. Sono i ventisei allergeni da fragranza che la normativa europea impone di dichiarare singolarmente quando superano una certa soglia. La loro presenza conferma che c’è una fragranza; la loro assenza in un prodotto che comunque dichiara parfum significa solo che quelli specifici non ci sono.
| Dicitura sulla confezione | Che cosa garantisce |
|---|---|
| «Senza profumo» | Va verificata nell’INCI: non è un termine regolamentato |
| «Non profumato» | Può indicare assenza di odore, non assenza di fragranza |
| «Profumo naturale» | È comunque una fragranza, con lo stesso potenziale allergenico |
| Assenza di parfum nell’INCI | Questa sì: è l’unica verifica che vale |
Gli oli essenziali non sono un’esenzione
È il malinteso più diffuso e vale la pena essere espliciti: naturale non significa meno allergenico, e per le fragranze è spesso il contrario.
Un olio essenziale è una miscela complessa di decine di molecole, molte delle quali sono esattamente gli allergeni dell’elenco europeo. Limonene e linalool, due dei più comuni, sono componenti naturali degli oli di agrumi e di lavanda.
Nell’INCI un olio essenziale compare con il suo nome botanico — per esempio Lavandula Angustifolia Oil — seguito spesso dagli allergeni che contiene. Un prodotto che dichiara di non contenere parfum ma elenca oli essenziali non è senza fragranza: è profumato in un altro modo.
«Senza profumo» non vuol dire ipoallergenico
Sono due cose diverse che vengono associate di continuo.
Togliere la fragranza elimina una delle cause più frequenti di reazione, che è un passo utile. Ma un cosmetico contiene conservanti, emulsionanti e tensioattivi, e ciascuno può dare reazione in soggetti predisposti.
Anche «ipoallergenico», del resto, non è un termine con una definizione normativa precisa: indica una formulazione pensata per ridurre il rischio, non una garanzia.
La conseguenza pratica è che chi ha avuto una reazione non deve cercare un’etichetta, ma confrontare gli INCI dei prodotti che hanno dato problema e di quelli che non ne hanno dati, cercando quello che hanno in comune.
Che cosa fare nel dubbio
Il test sulla piega del gomito è il metodo casalingo più usato: si applica una piccola quantità su una zona di pelle sottile e si aspetta.
Tre precisazioni perché serva davvero. Va lasciato almeno 48 ore, perché la dermatite da contatto allergica è una reazione ritardata e nelle prime ore può non comparire nulla. Va fatto con il prodotto non diluito e lasciato in posa, non applicato e risciacquato. E un esito negativo non esclude una reazione su una zona più sottile come il viso. Vale anche per colori da viso e lattice liquido: come usarli senza sorprese è in trucco di Halloween ed effetti speciali.
Vale la pena ricordare anche una cosa che riguarda l’uso: su pelle già secca la fragranza pesa di più, e la soluzione spesso non è cambiare prodotto ma trattare prima la secchezza. Le cause stagionali sono in pelle secca d’inverno: perché succede e cosa cambiare.
Come leggiamo le schede
Di questi prodotti riportiamo quello che dichiara la confezione: formato, marchio, ingredienti principali quando sono indicati, presenza o assenza di profumo. Non li abbiamo applicati sulla pelle, quindi non troverai qui un giudizio su quale è più tollerato: la tolleranza è individuale per definizione.
Quello che possiamo fare è spiegare come si verifica: perché l’unica prova sta nell’INCI e non sulla parte anteriore, perché gli oli essenziali sono fragranze a tutti gli effetti e perché «senza profumo» e «ipoallergenico» rispondono a due domande diverse. La stessa attenzione all’etichetta serve quando si scelgono le creme per capelli ricci.
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Domande frequenti
Perché i cosmetici contengono profumo?
Per tre ragioni: mascherare l'odore delle materie prime, dare un'identità riconoscibile al prodotto e renderlo più gradevole da usare, il che favorisce la costanza.
Quando conviene cercare un prodotto senza fragranza?
Su pelle con la barriera compromessa, su zone sottili come il contorno occhi, in caso di allergia già nota e sui bambini molto piccoli.
Come si verifica davvero?
Cercando «parfum» o «fragrance» nell'elenco degli ingredienti. Se c'è, il prodotto contiene una fragranza, indipendentemente da quello che dice la parte anteriore.
Che cosa sono limonene, linalool e simili?
Allergeni da fragranza che la normativa europea impone di dichiarare singolarmente oltre una certa soglia. La loro presenza conferma che c'è una fragranza.
«Senza profumo» è un termine regolamentato?
No, e va sempre verificato nell'INCI. «Non profumato» può indicare assenza di odore percepibile e non assenza di fragranza.
Gli oli essenziali sono un'alternativa sicura?
No: un olio essenziale è una miscela di decine di molecole, molte delle quali sono proprio gli allergeni dell'elenco europeo. Naturale non significa meno allergenico.
Come compaiono nell'INCI?
Con il nome botanico, per esempio Lavandula Angustifolia Oil, seguito spesso dagli allergeni che contengono.
«Senza profumo» vuol dire ipoallergenico?
No. Toglie una delle cause più frequenti di reazione, ma un cosmetico contiene anche conservanti, emulsionanti e tensioattivi. «Ipoallergenico» non ha nemmeno una definizione normativa precisa.
Come si fa il test sulla piega del gomito?
Si applica il prodotto non diluito su pelle sottile e si lascia almeno 48 ore, perché la dermatite da contatto allergica è una reazione ritardata. Un esito negativo non esclude reazioni sul viso.
Che cosa fare se si è avuta una reazione?
Confrontare gli INCI dei prodotti che hanno dato problema con quelli che non ne hanno dati, cercando che cosa hanno in comune. È più utile che cercare un'etichetta.











