Davanti a uno scaffale di profumi la domanda «quale mi piace» è troppo larga per avere una risposta. La domanda che funziona è un’altra: a quale famiglia olfattiva appartengono i profumi che hai già amato. Le famiglie sono poche, sono riconoscibili e sono la sola scorciatoia affidabile per restringere da mille referenze a una decina.
La famiglia dice il carattere, la concentrazione dice quanto resta: le sigle sono in Eau de parfum o eau de toilette: che cosa cambia.
Questa pagina spiega come sono organizzate, che cosa cambia davvero fra una concentrazione e l’altra e come si usa questa griglia per scegliere senza avere la boccetta in mano.
Le famiglie principali
Le agrumate aprono con bergamotto, limone, mandarino o pompelmo. Sono le più immediate da riconoscere e le più volatili: la parte agrumata evapora in fretta e quello che resta dopo un’ora è un’altra cosa. Funzionano d’estate e nelle ore del giorno.
Le floreali ruotano attorno a rosa, gelsomino, tuberosa, iris. È la famiglia più ampia e quella con le differenze interne più grandi: un floreale bianco e un floreale verde non si somigliano quasi per niente.
Le legnose hanno base di cedro, vetiver, sandalo o patchouli. Sono le più persistenti perché le molecole legnose sono pesanti e evaporano lentamente. Tendono a essere lette come autunnali e serali.
Le orientali, o ambrate, combinano vaniglia, ambra, resine e spezie. Sono le più dolci e le più dense, e sono anche quelle in cui la differenza fra una spruzzata e due si sente di più.
Le aromatiche e fougère mettono insieme lavanda, salvia, rosmarino con una base di cumarina. È la struttura classica della profumeria maschile novecentesca, ancora oggi la più diffusa in quella fascia.
Infine le acquatiche, costruite su note marine sintetiche: pulite, lineari, poco ingombranti. Sono le più facili da portare e le meno caratterizzanti.
Le note, in due righe
Un profumo non resta uguale. Si legge in tre tempi, e le schede li chiamano note di testa, di cuore e di fondo.
Le note di testa sono quelle che senti nei primi minuti: sono le molecole più leggere, evaporano per prime e servono a introdurre. Le note di cuore emergono dopo un quarto d’ora e costituiscono il carattere vero. Le note di fondo compaiono dopo un’ora e sono quelle che resteranno fino alla fine.
La conseguenza pratica è una sola, ma importante: annusare una boccetta non dice quasi niente. Quello che senti in profumeria sul cartoncino nei primi secondi è la testa, cioè la parte che non ci sarà più dopo venti minuti.
Perché cambia da persona a persona
Lo stesso profumo su due persone diverse non ha lo stesso sviluppo, e la ragione non è misteriosa. La pelle grassa trattiene più a lungo le molecole e le rilascia più lentamente, quindi un profumo dura di più e risulta più intenso. La pelle secca lo assorbe e lo lascia andare in fretta.
Contano anche la temperatura corporea, che accelera l’evaporazione, e quello che c’è già sulla pelle: una crema profumata o un bagnoschiuma forte interferiscono con le note di testa. Chi vuole valutare un profumo dovrebbe applicarlo su pelle pulita e asciutta.
La concentrazione, che decide quasi tutto
La sigla sulla confezione non indica la qualità: indica quanta percentuale di sostanze profumate c’è nell’alcol. Più è alta, più il profumo dura e più le note di fondo prevalgono su quelle di testa.
| Sigla | Che cosa cambia |
|---|---|
| Eau de Cologne | Molto leggera, dura poche ore, dominano gli agrumi |
| Eau de Toilette | Più fresca e lineare, si sente soprattutto nelle prime ore |
| Eau de Parfum | Più densa e persistente, il cuore e il fondo prevalgono |
| Parfum o Extrait | La più concentrata, si applica in piccolissime quantità |
Un equivoco diffuso: Intense, Elixir o Absolu accanto al nome non sono concentrazioni ufficiali. Indicano una riformulazione del profumo, di solito più scura e più dolce, che può avere la stessa sigla dell’originale ma un carattere diverso.
Come si sceglie, in pratica
Quattro passaggi, in ordine.
Primo, guarda indietro: quali profumi hai finito e quali sono rimasti pieni. Cerca le famiglie di quelli finiti, non i nomi. Due profumi diversi della stessa famiglia si somigliano più di quanto non facciano due profumi dello stesso marchio.
Secondo, decidi l’occasione. Un profumo da ufficio deve stare vicino alla pelle; uno da sera può occupare più spazio. È la differenza che in profumeria chiamano proiezione, e dipende molto dalla concentrazione.
Terzo, controlla la stagione. Le famiglie dense rendono poco al freddo e diventano invadenti al caldo; le agrumate fanno l’opposto.
Quarto, la taglia. Un formato grande di un profumo di cui non sei sicuro resta sullo scaffale per anni, e il profumo si ossida.
Se la scelta è per un regalo, i criteri cambiano e diventano più prudenti: ne parliamo in come si sceglie un profumo da regalare.
Dove si conserva
Il profumo si rovina, e si rovina in modo prevedibile. I tre nemici sono la luce, il calore e l’ossigeno. Il bagno, che è il posto dove quasi tutti li tengono, è il peggiore: caldo, umido e con sbalzi continui.
La conservazione corretta è semplice: scatola originale, armadio chiuso, temperatura stabile. Il dettaglio sta in come si conservano i profumi.
La famiglia orientale ha una scuola profumiera tutta sua, con materie prime e dosaggi diversi: la trattiamo in profumi orientali e di scuola araba.
Come leggiamo le schede
Di questi profumi riportiamo quello che dichiara la confezione: concentrazione, formato, marchio, famiglia quando è indicata. Non li abbiamo annusati, quindi non troverai qui un giudizio su come si sviluppano sulla pelle né su quanto durano davvero.
Quello che possiamo fare è spiegare che cosa significano quelle parole: che cosa cambia fra un Eau de Toilette e un Eau de Parfum, perché «Intense» non è una concentrazione, perché una famiglia olfattiva dice più di un nome. Il giudizio finale si dà solo sulla pelle, e dopo un’ora.
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Domande frequenti
Quante sono le famiglie olfattive principali?
Sei: agrumate, floreali, legnose, orientali o ambrate, aromatiche e fougère, acquatiche. Sono la scorciatoia più affidabile per restringere la scelta.
Che cosa sono le note di testa, cuore e fondo?
I tre tempi in cui un profumo si sviluppa: la testa nei primi minuti, il cuore dopo un quarto d'ora, il fondo dopo un'ora. Il fondo è ciò che resterà fino alla fine.
Annusare la boccetta in profumeria serve?
Poco: quello che si sente nei primi secondi è la testa, cioè la parte che dopo venti minuti non ci sarà più. Il carattere vero emerge sulla pelle, dopo.
Perché lo stesso profumo cambia da persona a persona?
La pelle grassa trattiene più a lungo le molecole e le rilascia lentamente, quella secca le assorbe e le lascia andare in fretta. Contano anche la temperatura corporea e quello che c'è già sulla pelle.
Che differenza c'è fra Eau de Toilette ed Eau de Parfum?
La quantità di sostanze profumate nell'alcol. L'Eau de Parfum è più densa e persistente, e in essa cuore e fondo prevalgono; l'Eau de Toilette è più fresca e lineare.
«Intense» ed «Elixir» sono concentrazioni?
No. Indicano una riformulazione del profumo, di solito più scura e più dolce, che può avere la stessa sigla dell'originale ma un carattere diverso.
Che cos'è la proiezione?
Quanto spazio occupa il profumo attorno a chi lo porta. Un profumo da ufficio dovrebbe restare vicino alla pelle, uno da sera può proiettare di più; dipende molto dalla concentrazione.
Su che cosa va applicato per valutarlo?
Su pelle pulita e asciutta, senza creme profumate o bagnoschiuma forti, che interferiscono con le note di testa.
Come si conserva un profumo?
Nella scatola originale, in un armadio chiuso, a temperatura stabile. I tre nemici sono luce, calore e ossigeno: il bagno è il posto peggiore.
Conviene comprare subito il formato grande?
Solo se si è sicuri. Un formato grande di cui non si è convinti resta sullo scaffale per anni e il profumo si ossida.











