D’inverno la pelle non diventa secca perché fa freddo fuori. Diventa secca per una combinazione di tre cose che agiscono insieme, e due delle tre succedono dentro casa. Capire quali sono serve a non fare la cosa che fanno quasi tutti, cioè comprare una crema più ricca e aspettarsi che basti.
Che cosa deve esserci in una crema invernale, letto sull’etichetta, è spiegato in Creme per pelle secca: come si legge l’INCI e l’urea.
Questa pagina mette in fila le cause in ordine di peso, che cosa cambiare e che cosa cercare in una crema invernale leggendo l’etichetta.
Le tre cause, in ordine di peso
La prima, e la più sottovalutata, è l’aria secca degli ambienti riscaldati. Il riscaldamento abbassa l’umidità relativa negli interni, e l’acqua passa sempre dal luogo più umido a quello più secco: la pelle cede umidità all’aria per ore, ogni giorno.
La seconda è la vasodilatazione ridotta: al freddo i capillari superficiali si restringono per conservare calore, e arriva meno sangue agli strati esterni. Le ghiandole che producono i lipidi di superficie lavorano meno, e la barriera che trattiene l’acqua si assottiglia.
La terza è l’acqua calda. Le docce lunghe e calde sciolgono i lipidi di superficie, che sono proprio quelli che d’inverno già scarseggiano. È il fattore su cui si può intervenire più in fretta e con meno fatica.
Che cosa cambiare, nell’ordine
Gli interventi che funzionano non sono tutti sullo stesso piano. In ordine di effetto:
Abbassare la temperatura della doccia e accorciarla. È l’intervento a costo zero con il ritorno più alto, e si vede in pochi giorni.
Cambiare il detergente. I detergenti aggressivi sono progettati per rimuovere il grasso, e d’inverno rimuovono anche quello che serve. Un detergente delicato o un olio detergente fa la stessa igiene senza togliere la barriera. Per il viso, la differenza fra micellare, emulsione e struccante è nella guida al detergente viso.
Applicare la crema sulla pelle ancora umida, entro pochi minuti dalla doccia. Non è una finezza: una crema applicata su pelle asciutta deve portare acqua, una applicata su pelle umida deve solo trattenere quella che c’è già.
Alzare l’umidità in casa, se possibile. Anche una bacinella d’acqua sul termosifone sposta l’equilibrio, e di notte conta più di qualsiasi crema.
Che cosa cercare in una crema invernale
Le creme non fanno tutte la stessa cosa. Gli ingredienti che contano si dividono in tre gruppi, e una buona crema invernale ne contiene di tutti e tre.
| Gruppo | Che cosa fa |
|---|---|
| Umettanti (glicerina, urea, acido ialuronico) | Richiamano e trattengono acqua negli strati superficiali |
| Emollienti (oli, burri, esteri) | Riempiono gli spazi fra le cellule e rendono la pelle liscia |
| Occlusivi (vaselina, cere, siliconi) | Formano un film che rallenta l’evaporazione |
L’urea merita una nota a parte perché si comporta in due modi a seconda della quantità dichiarata: in concentrazione bassa idrata, in concentrazione alta ammorbidisce lo strato corneo. È l’ingrediente più utile su gomiti, ginocchia e talloni.
Fra i formati pensati per questo c’è il Vea Lipogel, un gel protettivo e idratante in confezione da 200 ml.
Come si legge un INCI per capire che cosa c’è davvero dentro è spiegato in creme per pelle secca: leggere l’INCI e l’urea.
Le zone che chiedono di più
Non tutta la pelle si comporta allo stesso modo, perché la densità delle ghiandole sebacee cambia molto da una zona all’altra.
Le mani sono le più esposte: freddo, vento, lavaggi frequenti e nessuna protezione. Sono anche l’unica zona dove ha senso riapplicare più volte al giorno. Le mani hanno cause tutte loro, che abbiamo messo in fila nella guida alle mani screpolate.
Le gambe, e in particolare gli stinchi, hanno pochissime ghiandole sebacee, e sono la zona dove d’inverno compare per prima la desquamazione.
Il viso è il caso più delicato, perché la crema corpo non è adatta: il tema è trattato in crema viso o crema corpo: che cosa cambia.
Il profumo, che su pelle secca è un fattore
Le fragranze sono fra le cause più frequenti di reazione sulle pelli già compromesse, e d’inverno la barriera indebolita rende la pelle più permeabile proprio a questo tipo di molecole. Una crema senza profumo non è una versione povera: è la scelta corretta quando la pelle è già irritata.
Sulle etichette la dicitura da cercare è l’assenza di parfum nell’elenco degli ingredienti. Attenzione a non confonderla con «profumo naturale», che resta una fragranza a tutti gli effetti. Il tema è approfondito in cosmetici senza profumo per pelli sensibili.
Quante volte al giorno, e per quanto tempo
La domanda che tutti fanno è quante volte applicare la crema. La risposta non è un numero fisso ma una regola: una volta sempre, subito dopo la doccia, e poi solo dove serve. Il corpo intero due volte al giorno è uno sforzo che quasi nessuno mantiene oltre la prima settimana, e una routine abbandonata non vale niente.
Le mani sono l’eccezione, perché ogni lavaggio azzera quello che c’era. Lì la riapplicazione va legata a un gesto che già si fa, non a un orario: dopo i piatti, dopo il rientro a casa, prima di dormire.
Sulla durata vale la pena fissare un’aspettativa realistica. Lo strato corneo si rinnova in alcune settimane, quindi una pelle molto secca non torna normale in tre giorni: i primi effetti sulla sensazione di tensione arrivano subito, quelli sulla desquamazione dopo una decina di giorni di applicazione regolare. Cambiare crema ogni quattro giorni perché «non funziona» è il modo più sicuro per non capire mai che cosa funzionava.
Quando non è solo pelle secca
C’è una soglia oltre la quale il problema non si risolve con una crema, e riconoscerla evita mesi di tentativi. I segnali sono tre: prurito che disturba il sonno, screpolature che sanguinano, chiazze ben delimitate che non migliorano in due settimane di cura regolare.
In quei casi si parla di condizioni che hanno un nome e una terapia, e la crema è un supporto, non la soluzione. È una valutazione medica, non cosmetica.
Come leggiamo le schede
Di questi prodotti riportiamo quello che dichiara la confezione: formato, marchio, ingredienti principali quando sono indicati, presenza o assenza di profumo. Non li abbiamo applicati sulla pelle, quindi non troverai qui un giudizio su quanto una crema idrata rispetto a un’altra.
Quello che possiamo fare è spiegare che cosa significano quelle parole sull’etichetta: che differenza c’è fra un umettante e un occlusivo, perché l’urea cambia comportamento a seconda della quantità, perché la crema va messa sulla pelle umida. Il resto dipende dalla tua pelle, e lo sa solo lei.
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Domande frequenti
Perché d'inverno la pelle si secca?
Per tre cause che agiscono insieme: l'aria secca degli ambienti riscaldati, la ridotta circolazione superficiale al freddo e le docce calde che sciolgono i lipidi di superficie.
Qual è l'intervento che dà il risultato più rapido?
Abbassare la temperatura della doccia e accorciarla. È a costo zero e si vede in pochi giorni.
Quando va applicata la crema?
Sulla pelle ancora umida, entro pochi minuti dalla doccia. Su pelle asciutta la crema deve portare acqua, su pelle umida deve solo trattenere quella che c'è già.
Che cosa deve contenere una crema invernale?
Tutti e tre i gruppi: umettanti che richiamano acqua, emollienti che rendono la pelle liscia, occlusivi che rallentano l'evaporazione.
A che cosa serve l'urea?
Dipende dalla quantità dichiarata: in concentrazione bassa idrata, in concentrazione alta ammorbidisce lo strato corneo. È l'ingrediente più utile su gomiti, ginocchia e talloni.
Quali zone soffrono di più?
Le mani, perché sono esposte e lavate di continuo, e gli stinchi, che hanno pochissime ghiandole sebacee. Il viso va trattato con prodotti suoi, non con la crema corpo.
La crema senza profumo è meno efficace?
No. Le fragranze sono fra le cause più frequenti di reazione sulle pelli già compromesse, e d'inverno la barriera indebolita rende la pelle più permeabile proprio a quelle molecole.
«Profumo naturale» vuol dire senza profumo?
No, resta una fragranza a tutti gli effetti. Sull'etichetta si cerca l'assenza di «parfum» nell'elenco degli ingredienti.
Quante volte al giorno va applicata?
Una volta sempre, dopo la doccia, e poi solo dove serve. Le mani sono l'eccezione, perché ogni lavaggio azzera quello che c'era.
Quando non è più un problema cosmetico?
Quando il prurito disturba il sonno, le screpolature sanguinano o compaiono chiazze ben delimitate che non migliorano in due settimane di cura regolare. In quei casi la valutazione è medica.












