Nei giochi da tavolo classici il dado è ovunque: si tira per muoversi nel Monopoly, per combattere nel Risiko, per avanzare nel Gioco dell’Oca. È anche la ragione per cui a molti questi giochi stanno stretti: si può giocare benissimo e perdere per un lancio sfortunato. I giochi da tavolo senza dadi cambiano questa sensazione: la fortuna non sparisce del tutto, perché le carte si pescano, ma il risultato dipende molto di più dalle scelte. Qui trovi perché un gioco senza dadi gioca diversamente e sei alternative, divise per tipo di esperienza, con età, giocatori e durata dichiarati dall’editore.
Che cosa hanno di diverso le varie edizioni dei classici con i dadi, da Monopoly a Risiko, è spiegato in Giochi da tavolo famosi.
In breve
| Se ti piace | Al posto dei dadi | Da dove partire |
|---|---|---|
| Viaggiare e collegare | Carte da collezionare | Ticket to Ride |
| Costruire una civiltà | Carte passate di mano | 7 Wonders |
| Ingannare gli altri | Personaggi scelti in segreto | Citadels |
| Le parole e le immagini | Indizi da interpretare | Nome in Codice, Dixit |
| Costruire con calma | Pezzi scelti da una riserva | Harmonies |
Perché togliere i dadi cambia il gioco
Si può pianificare. Con il dado non si sa mai dove si arriverà al turno dopo. Senza dado si vede che cosa è disponibile e si decide: il piano dipende da chi lo fa.
La sconfitta si capisce. Quando si perde in un gioco senza dadi, quasi sempre si sa perché: una scelta sbagliata, un avversario che ha visto prima un’occasione. È un tipo di sconfitta più facile da accettare, e da cui si impara. È la stessa qualità dei giochi da tavolo che allenano il ragionamento, dove tutte le informazioni sono sul tavolo.
I bambini soffrono meno. Per un bambino, perdere per un dado è spesso la cosa più frustrante: «non è giusto» è la reazione più comune. Nei giochi senza dadi la frustrazione cambia natura.
Ma la fortuna non sparisce. Quasi tutti i giochi senza dadi hanno carte da pescare o tessere che escono a caso. La differenza è che la fortuna dà le opzioni, ma la scelta resta al giocatore.
Collezionare e collegare: Ticket to Ride
Ticket to Ride: Europa è uno dei giochi che si propongono più spesso a chi vuole uscire dal Monopoly. Invece di tirare un dado, a ogni turno si sceglie una cosa sola: pescare carte vagone, usarle per occupare una tratta fra due città europee, oppure prendere nuovi biglietti con i collegamenti da completare. La fortuna sta nelle carte che escono, ma le cinque carte scoperte fra cui scegliere lasciano sempre un’opzione. È dichiarato per 2-5 giocatori, dagli 8 anni, con partite da 30 a 60 minuti; la serie ha vinto lo Spiel des Jahres.
Costruire una civiltà: 7 Wonders
7 Wonders sostituisce il dado con il «draft»: ogni giocatore riceve una mano di carte, ne tiene una e passa le altre al vicino, finché le carte finiscono. Si costruisce così, carta dopo carta, una civiltà antica, con risorse, commerci, forza militare e una meraviglia. Tutti giocano contemporaneamente, quindi anche in sette nessuno resta fermo ad aspettare. È dichiarato per 3-7 giocatori, dai 10 anni, con partite di circa 30 minuti; nel 2011 ha vinto il Kennerspiel des Jahres.
Per chi viene dal Risiko, 7 Wonders ha anche una parte militare: i conflitti con i vicini si risolvono confrontando la forza, senza nessun lancio.
Ingannare gli altri: Citadels
In Citadels l’incertezza non viene dal dado, ma dagli altri giocatori. Si costruisce una città medievale, e a ogni round si sceglie in segreto un personaggio con un potere speciale: l’assassino, il ladro che ruba l’oro, il condottiero che distrugge i quartieri. Bisogna indovinare chi sceglieranno gli altri e proteggersi. È dichiarato per 2-8 giocatori, dai 10 anni, con partite di 30-60 minuti.
Parole e immagini: Nome in Codice e Dixit
Nei giochi di parole e di immagini non c’è niente da tirare: tutto si gioca sull’intesa fra le persone.
Nome in Codice mette due squadre davanti a una griglia di 25 parole. Il caposquadra conosce quali sono i suoi agenti e dà indizi di una sola parola, con un numero, per far indovinare ai compagni più parole insieme, evitando quelle dell’altra squadra e l’assassino. Questa seconda edizione italiana di Cranio Creations ha parole riviste e un regolamento semplificato; è dichiarata per 4-8 giocatori, dai 10 anni, con partite di 15 minuti. Il gioco originale ha vinto lo Spiel des Jahres nel 2016. Altri titoli costruiti sulle parole, da Scarabeo in poi, sono nella guida ai giochi di parole da tavolo.
Dixit fa lo stesso con le immagini: a turno un giocatore sceglie una delle sue carte illustrate e dà un indizio, gli altri mettono una propria carta che gli somiglia, e poi tutti cercano di indovinare quella del narratore. L’indizio non deve essere né troppo ovvio né troppo oscuro. È dichiarato per 3-8 giocatori, dagli 8 anni, con partite di circa 30 minuti, e ha vinto lo Spiel des Jahres nel 2010. Altri giochi di questo tipo sono in Giochi da tavolo di immaginazione e racconto.
Costruire con calma: Harmonies
Harmonies chiede di costruire un paesaggio con dischi colorati, presi a turno da una riserva comune, per creare gli habitat richiesti dagli animali delle proprie carte. Non c’è nessun dado e quasi nessuna interazione aggressiva: è il gioco giusto per chi vuole una partita tranquilla, in cui conta solo come si dispongono i pezzi. È dichiarato per 1-4 giocatori, dai 10 anni, con partite di circa 30 minuti, e si gioca anche da soli.
Da quale partire
Per una famiglia che ha sempre giocato a Monopoly, il passo più naturale è Ticket to Ride: si gioca su un tabellone, ci si muove su una mappa, ma ogni turno è una scelta.
Per chi ama il Risiko, 7 Wonders e Citadels conservano lo scontro con gli avversari, ma lo affidano alle decisioni. Quando questi diventano familiari, il gradino successivo è raccontato nei giochi per esperti.
Per un gruppo numeroso, Nome in Codice e Dixit sono i più adatti, perché si giocano a squadre o con tanti giocatori.
Per chi vuole muovere i primi passi nella strategia senza dadi, c’è una strada più completa in Giochi da tavolo di strategia: da dove si comincia.
Che cosa guardare sulla scatola
Il contenuto. La lista dei componenti dice subito se nella scatola ci sono dadi. Risiko, per esempio, ne contiene sei.
Il numero minimo di giocatori. Molti giochi senza dadi funzionano meglio in un certo numero: 7 Wonders parte da tre, Nome in Codice da quattro.
L’età. Senza dado, il gioco chiede più ragionamento: l’età minima indicata conta più che in un gioco di fortuna.
Non ti torna una parola? Le trovi spiegate nel Glossario dei giochi da tavolo.
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Domande frequenti
Perché scegliere un gioco da tavolo senza dadi?
Perché si può pianificare e la sconfitta dipende dalle scelte, non da un lancio sfortunato.
Un gioco senza dadi è senza fortuna?
No: quasi sempre ci sono carte da pescare o tessere a caso, ma la scelta resta al giocatore.
Che gioco senza dadi proporre a chi gioca a Monopoly?
Ticket to Ride: si gioca su una mappa, ma a ogni turno si sceglie invece di tirare.
Che gioco senza dadi piace a chi ama Risiko?
7 Wonders e Citadels: lo scontro con gli altri resta, ma si decide con le scelte.
I giochi senza dadi sono adatti ai bambini?
Sì, e spesso riducono la frustrazione del «non è giusto»; conta di più l'età minima indicata.
Che cos'è il draft?
Un meccanismo in cui si sceglie una carta dalla mano e si passano le altre: è il cuore di 7 Wonders.
Che gioco senza dadi va bene per un gruppo numeroso?
Nome in Codice e Dixit, che si giocano a squadre o fino a otto giocatori.
Come capisco se un gioco ha i dadi?
Dalla lista del contenuto della scatola: Risiko, per esempio, contiene sei dadi.
Esiste un gioco senza dadi rilassante?
Harmonies, in cui si costruisce un paesaggio con dischi colorati, si gioca anche da soli.
Dite quale gioco senza dadi è più divertente?
No: dipende da che cosa non piaceva dei giochi con i dadi; riportiamo i dati dell'editore.











