Il successo dei Labubu ha portato con sé un mercato parallelo di imitazioni così fitto che la comunità gli ha dato un nome: “Lafufu”. Alcune copie sono grossolane e si riconoscono dalla fotografia; altre sono fatte bene abbastanza da reggere un’occhiata veloce. Qui ci sono i controlli che funzionano, in ordine da quello che si fa prima a quello che richiede il pezzo in mano.
In breve
I quattro controlli che contano sono: il numero dei denti (nove, sempre), il QR code che deve portare a un sito Pop Mart, il marchio sotto il piede visibile alla luce ultravioletta e la mobilità degli arti. Nessuno dei quattro è infallibile da solo; insieme lo sono quasi.
1. I denti: nove, non otto e non dieci
È il controllo più citato e anche il più rapido, perché si fa su una fotografia. Un Labubu autentico ha esattamente nove denti. Le imitazioni ne hanno spesso un numero diverso, oppure li hanno irregolari, storti o distribuiti male nell’arco della bocca.
Una precisazione che molte guide saltano: i falsi migliori hanno imparato a contare, e nove denti li mettono. Quindi il conteggio giusto non basta a dire che è autentico — serve solo a scartare in fretta quelli sbagliati.

2. Il QR code
I pezzi recenti portano un codice QR sull’etichetta interna e sulla confezione. Scansionandolo si deve arrivare a una pagina di verifica del produttore.
Le cose da controllare sono tre: che il codice esista, che funzioni e soprattutto dove porta. Un codice che apre un sito qualunque, o che non apre niente, è il segnale più forte che si possa avere.
Qui va detta una cosa con onestà: le fonti non concordano sull’indirizzo esatto a cui il codice dovrebbe rimandare, e la cosa cambia con le serie. Il riscontro più solido resta confrontare la destinazione con quella del sito ufficiale Pop Mart, non fidarsi di un indirizzo imparato a memoria da una guida.
3. Il marchio sotto il piede
Sotto un piede dovrebbe esserci un marchio visibile solo alla luce ultravioletta: a occhio nudo non si vede, con una lampada UV sì. È il controllo più difficile da imitare bene e quello che dà la risposta più netta.
Sempre sul piede, molti esemplari riportano il nome dell’artista Kasing Lung o il marchio Pop Mart: la stampa deve essere nitida, non sbavata e non in rilievo irregolare.

4. Gli arti e i materiali
Su un pezzo autentico mani e piedi ruotano completamente, con una resistenza regolare. Sulle copie gli snodi sono spesso rigidi, bloccati o al contrario troppo lenti.
Il pelo è l’altro indicatore: su un originale è fitto, uniforme e dello stesso tono su tutto il corpo. Le imitazioni tendono ad avere il pelo rado in alcuni punti, attaccature visibili e colori leggermente fuori registro rispetto alle foto ufficiali.

5. La scatola
La confezione originale ha un adesivo olografico con un effetto tridimensionale e il testo stampato in modo nitido. Sulle copie l’adesivo è spesso piatto, con un’iridescenza “da arcobaleno” invece dell’effetto di profondità, e la stampa dei caratteri è leggermente sfocata o con le spaziature irregolari.
Va però detto che la scatola è anche la parte più facile da separare dal contenuto: su una rivendita l’adesivo giusto su una scatola sola non garantisce che dentro ci sia il pezzo giusto.
Il controllo che viene prima di tutti: il prezzo
Prima ancora di contare i denti, c’è un segnale che costa zero: il prezzo. Una serie esaurita che si trova a una frazione del suo valore di mercato non è un colpo di fortuna, è quasi sempre una copia. Vale anche al contrario: un prezzo altissimo non garantisce niente, perché le imitazioni migliori vengono vendute a prezzo pieno proprio per sembrare autentiche.
Il modo più semplice di non doversi porre il problema è comprare dai canali dove la filiera è dichiarata — e quali sono lo abbiamo messo in fila nella guida su dove comprare i Labubu in Italia.
Che cosa fare se il pezzo è già in casa
Se il dubbio arriva dopo l’acquisto, l’ordine dei controlli è questo: prima i denti e il pelo, che si fanno subito; poi il QR; poi la lampada UV. Se due controlli su tre vanno male, non serve il terzo. È lo stesso metodo che si usa sui Funko Pop per distinguere un pezzo ufficiale e sulle carte Pokémon false: pochi controlli rapidi in sequenza, e si ferma al primo che non torna.
Se avete comprato da un venditore che garantiva l’autenticità e il pezzo non la supera, la strada è la richiesta di rimborso sulla piattaforma d’acquisto: quasi tutte prevedono una procedura per gli articoli non conformi alla descrizione, e “originale” nella descrizione è una condizione a tutti gli effetti. Come funzionano i tempi e le condizioni del reso l’abbiamo spiegato parlando di resi e garanzia.
Tre cose che non provano niente
Girano anche controlli che sembrano decisivi e non lo sono. Vale la pena conoscerli, perché danno una falsa sicurezza.
La scatola da sola. Un adesivo olografico corretto su una confezione non dice niente sul contenuto: sulla rivendita è banale mettere una copia dentro una scatola autentica, ed è un trucco documentato. La scatola vale come indizio solo insieme al pezzo.
Il numero di recensioni del venditore. Un profilo con molti riscontri positivi può avere venduto per anni altre categorie e poi aver cambiato merce. Conta che cosa ha venduto, non quanto.
La somiglianza con le foto ufficiali. Le imitazioni migliori usano proprio le immagini del produttore nelle inserzioni. Se la foto è perfetta e identica a quella del catalogo, non è una garanzia: è il motivo per chiedere una fotografia del pezzo reale, possibilmente del piede e dell’etichetta.
La regola che tiene insieme le tre: un segnale solo non decide mai. Vale per i Labubu come per qualunque collezionismo dove il falso conviene, dalle carte di prima edizione ai Funko.
Perché esistono così tanti falsi
Il motivo è semplice e vale la pena capirlo, perché spiega anche dove si concentrano: la domanda ha superato di molto la produzione. Quando una serie si esaurisce in minuti e sulla rivendita vale multipli del listino, il margine per chi produce copie diventa enorme. È lo stesso meccanismo che ha riempito di imitazioni il mercato delle figure da collezione e delle carte, con la differenza che qui la moda è esplosa in pochissimo tempo. I segnali che fanno sospettare un venditore sono gli stessi di qualunque acquisto online sotto pressione, e li abbiamo raccolti nella guida su come si riconosce una finta occasione. Chi invece vuole far certificare un pezzo da terzi troverà utile il funzionamento della certificazione PSA, che nel collezionismo di carte risolve lo stesso problema.
Chi colleziona da anni in altri campi questa storia la conosce: le stesse cautele valgono per i Funko Pop e, in forma diversa, per tutto il collezionismo di serie. E se vi interessa la logica delle serie e delle varianti, un buon punto di partenza è la selezione dei Funko Pop di One Piece, quella dei Funko Pop horror o la guida su come si conservano ed espongono senza rovinarli.
Fonti
- Labubu vs Lafufu: come distinguere i fake — Moneta monetaweb.it
- Come riconoscere un Labubu falso — NotebookCheck notebookcheck.it
- Pop Mart — sito ufficiale popmart.com
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Domande frequenti
Quanti denti ha un Labubu originale?
Esattamente nove. Un numero diverso, o denti irregolari e storti, indica quasi sempre una copia.
Contare i denti basta?
No: le imitazioni migliori hanno imparato a metterne nove. Serve a scartare in fretta i falsi grossolani, non a certificare l'autenticità.
Dove si trova il QR code?
Sull'etichetta interna e sulla confezione dei pezzi recenti. Deve esistere, funzionare e portare a una pagina di verifica del produttore.
A quale sito deve portare il QR code?
Le fonti non concordano sull'indirizzo esatto e la destinazione cambia con le serie: conviene confrontarla con quella del sito ufficiale Pop Mart invece di fidarsi di un indirizzo imparato a memoria.
Che cos'è il marchio sotto il piede?
Un marchio visibile solo alla luce ultravioletta. È il controllo più difficile da imitare e il più netto.
Come devono muoversi mani e piedi?
Devono ruotare completamente, con una resistenza regolare. Snodi rigidi, bloccati o troppo lenti sono un segnale.
Come si riconosce la scatola originale?
Dall'adesivo olografico con effetto tridimensionale e dal testo stampato nitido. Sulle copie l'adesivo è piatto e la stampa sfocata.
Che cosa sono i «Lafufu»?
Il soprannome che la comunità dei collezionisti ha dato alle imitazioni dei Labubu.
Il prezzo basso è sempre segnale di falso?
Quasi sempre, su una serie esaurita. Attenzione però al contrario: le imitazioni migliori vengono vendute a prezzo pieno proprio per sembrare autentiche.
Che cosa faccio se ho già comprato un falso?
Si controllano prima denti e pelo, poi il QR, poi la lampada UV. Se il venditore garantiva l'autenticità, si apre una richiesta di rimborso per articolo non conforme alla descrizione.
Perché ci sono così tanti falsi?
Perché la domanda ha superato di molto la produzione: quando una serie vale multipli del listino sulla rivendita, il margine per chi produce copie diventa enorme.
Dove si rischia di più?
Sul mercato della rivendita fra privati, che è anche l'unico canale dove si trovano le serie vecchie.











