Coprire la ringhiera del balcone è il modo più rapido e meno costoso per avere privacy: si fa in mezz’ora, non richiede fori e si toglie quando si vuole. Funziona però solo se si scelgono la misura giusta, il materiale giusto e, soprattutto, il fissaggio giusto. Un telo fissato male, con il primo temporale, si strappa agli occhielli o si stacca e sbatte contro la ringhiera.
Coprire la ringhiera è una delle sei soluzioni per la privacy sul balcone, tutte confrontate in Come avere privacy sul balcone senza fare lavori: 6 idee pratiche.
Prima: il regolamento di condominio
Il telo sulla ringhiera si vede dalla strada e cambia l’aspetto della facciata. Molti regolamenti condominiali stabiliscono se si può coprire la ringhiera, con quali materiali e in quali colori; alcuni lo vietano.
La verifica va fatta prima di comprare, chiedendo all’amministratore o leggendo il regolamento. È l’unico modo per evitare di dover togliere un telo appena montato.
I materiali
Il telo in tessuto o rete di polietilene è il più diffuso. È leggero, resiste all’acqua e, se è trattato contro i raggi UV, dura diverse stagioni. Esiste in versione più fitta, che copre quasi del tutto la vista, e più aperta, che lascia passare aria e luce.
Il PVC, in teli o in strisce da intrecciare nella ringhiera, è più rigido e più coprente. Prende più vento proprio perché è pieno.
Il cannicciato in canna o bambù ha un aspetto naturale e lascia passare l’aria, ma al sole e alla pioggia dura meno dei materiali sintetici.
La siepe artificiale, su rete, imita il verde e copre bene se le foglie sono fitte.
Le misure
Due misure, da prendere con il metro, non a occhio.
La lunghezza della ringhiera, lato per lato. Molti teli si vendono in lunghezze fisse: se la ringhiera è più lunga se ne usano due affiancati, sovrapponendo leggermente i bordi; se è più corta, il telo in eccesso si ripiega e si lega, non si taglia, perché il bordo tagliato non ha occhielli e si sfilaccia.
L’altezza, dal pavimento al corrimano. Il telo deve arrivare quasi al pavimento ma non toccarlo, perché l’acqua che ristagna sul balcone lo bagnerebbe continuamente.
Il fissaggio: il punto che decide quanto dura
Un telo sulla ringhiera, con il vento, si comporta come una vela. Tutta la forza si scarica sui punti di attacco, e se i punti sono pochi lo sforzo su ciascuno è enorme.
Tanti punti, non pochi. Il telo va fissato in ogni occhiello, lungo tutti i bordi, e non solo agli angoli. Se gli occhielli sono distanti, se ne aggiungono altri o si usano cordini continui che passano a zig-zag.
Il bordo superiore va fissato al corrimano e quello inferiore alla parte bassa della ringhiera: un telo fissato solo in alto sbatte con il vento.
Fascette o cordini? Le fascette di plastica sono rapide e tengono bene, ma al sole diventano fragili e vanno controllate e cambiate. I cordini elastici assorbono gli strattoni del vento invece di trasmetterli tutti al telo, e durano di più. Fascette, cinghie ed elastici sono messi a confronto in come fissare i teli contro il vento.
Il telo va teso, ma non tirato al massimo. Un telo troppo lento sbatte e si consuma; uno troppo teso si strappa alla prima raffica forte.
Il comportamento del vento su un terrazzo, e perché una barriera forata ripara meglio di una piena, è spiegato in Come proteggere il terrazzo dal vento senza chiuderlo completamente.
Il vento: quanto coprire
Più il telo è fitto, più copre la vista, ma anche più vento prende. Ai piani alti o su balconi molto esposti conviene un telo con una copertura un po’ più bassa, che lascia passare una parte dell’aria: protegge quasi altrettanto dagli sguardi e sforza molto meno la ringhiera e i fissaggi.
Dopo un temporale vale la pena fare un giro di controllo: un fissaggio che ha ceduto va rifatto subito, perché il telo libero si strappa in fretta.
Il colore
Il colore del telo cambia più di quanto sembri, e non solo per l’aspetto.
I colori chiari, come il bianco e il beige, riflettono il sole: il telo resta fresco e non scalda la zona dietro. Si sporcano però più in fretta e mostrano le macchie dello smog. Se il problema è anche il caldo, le altre soluzioni sono in ombra sul balcone.
I colori scuri, come l’antracite, nascondono lo sporco e sbiadiscono meno visibilmente, ma al sole si scaldano molto.
Su questo, comunque, ha spesso l’ultima parola il regolamento di condominio, che per uniformità della facciata può imporre un colore preciso.
La manutenzione
I teli sintetici si lavano con acqua e sapone neutro, direttamente sulla ringhiera, con una spugna. Le fascette vanno controllate a inizio stagione e sostituite quando diventano opache e fragili. Se sulla ringhiera si posano i piccioni, prima di lavare leggi come togliere il guano e proteggere le superfici.
D’inverno, se il balcone non si usa, si possono lasciare: un buon telo è fatto per stare all’esterno. Ma se la zona è molto ventosa, toglierlo per la stagione fredda allunga la sua vita.
Che cosa guardare nella scheda
Le misure, confrontate con quelle della ringhiera.
Il grado di copertura, se è dichiarato, e se il materiale è traspirante.
La resistenza ai raggi UV, che decide quanto dura il colore.
Gli occhielli: quanti sono, a che distanza, se sono rinforzati.
Che cosa è incluso: fascette, cordini o niente.
Come leggiamo le schede
Di questi prodotti riportiamo quello che dichiara il venditore: misure, materiale, colore, grado di copertura e dotazione. Non li abbiamo montati, e non diciamo quale copra meglio: dipende dalla ringhiera, dall’esposizione e da come viene fissato.
Quello che possiamo fare è spiegare come si misura, quale materiale scegliere per quale balcone e come si fissa un telo perché resti al suo posto anche con il vento.
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Domande frequenti
Si può coprire la ringhiera liberamente?
Dipende dal regolamento di condominio: molti stabiliscono materiali e colori, alcuni lo vietano. Va verificato prima di comprare.
Quali materiali si usano?
Teli in polietilene, più o meno fitti, PVC più rigido e coprente, cannicciato in canna o bambù e siepe artificiale su rete.
Come si prende la misura?
Lunghezza della ringhiera lato per lato e altezza dal pavimento al corrimano. Il telo deve arrivare quasi a terra senza toccare il pavimento.
Se il telo è troppo lungo si taglia?
Meglio ripiegarlo e legarlo: il bordo tagliato non ha occhielli e si sfilaccia.
Perché i teli si strappano?
Perché con il vento si comportano come vele e tutta la forza si scarica sui punti di attacco: se sono pochi, cedono agli occhielli.
Come va fissato?
In ogni occhiello lungo tutti i bordi, sia al corrimano sia alla parte bassa della ringhiera, teso ma non tirato al massimo.
Fascette o cordini?
Le fascette sono rapide ma al sole diventano fragili e vanno cambiate; i cordini elastici assorbono gli strattoni del vento e durano di più.
Un telo più fitto è sempre meglio?
Copre di più la vista ma prende più vento. Ai piani alti conviene una copertura un po' più bassa che lasci passare aria.
Meglio un telo chiaro o scuro?
Il chiaro riflette il sole e resta fresco ma mostra lo sporco; lo scuro lo nasconde ma si scalda. Spesso il colore lo decide il condominio.
Come si pulisce?
Con acqua e sapone neutro e una spugna, direttamente sulla ringhiera. Le fascette si controllano a inizio stagione.











