Il guano dei piccioni sul balcone non è solo sporco e antiestetico: è un materiale da maneggiare con attenzione. Gli escrementi secchi possono contenere agenti patogeni, e il rischio maggiore non è toccarli ma respirarne la polvere. Per questo la regola più importante della pulizia è anche la meno istintiva: non si spazza mai a secco.
Una volta tolto il guano, il pavimento va pulito con il metodo adatto al suo materiale: le regole sono in Pavimento del terrazzo annerito: come pulirlo senza rovinarlo.
Perché va pulito subito
Per la salute. Il guano accumulato, seccandosi, si sbriciola in una polvere fine che si solleva con il vento o spazzando. Respirarla è il modo principale in cui i microrganismi che contiene possono causare problemi, soprattutto alle persone più fragili.
Per le superfici. Il guano è corrosivo: lasciato a lungo macchia la pietra, opacizza la vernice della ringhiera, rovina i tessuti e intacca il metallo. Le macchie vecchie a volte non vanno più via.
Perché richiama altri piccioni. Un balcone sporco di guano segnala un posto sicuro dove sostare, e gli uccelli tornano.
Come proteggersi durante la pulizia
Guanti impermeabili, lunghi abbastanza da coprire i polsi.
Una mascherina filtrante adatta alle polveri, non una mascherina chirurgica o di stoffa. Serve soprattutto quando il guano è secco e abbondante.
Vestiti da lavare subito dopo, e meglio ancora occhiali, se si lavora sopra la testa, per esempio su una tettoia o un davanzale alto.
Se l’accumulo è molto grande — un sottotetto, un balcone abbandonato da mesi — conviene valutare un’impresa specializzata.
La procedura, in ordine
1. Inumidire. Prima di toccare il guano lo si bagna con acqua e un po’ di detergente, con uno spruzzino o un annaffiatoio a pioggia fine, senza getti forti che sollevano polvere. Bagnato non si sbriciola.
2. Lasciare agire. Qualche minuto, finché le croste si ammorbidiscono.
3. Raschiare. Con un raschietto o una spatola si stacca il guano ammorbidito, raccogliendolo verso un punto.
4. Raccogliere e chiudere. Si raccoglie con carta o una paletta e si mette in un sacchetto che si chiude subito, e si getta con i rifiuti indifferenziati.
5. Lavare. Si lava la superficie con acqua e detergente adatto al materiale, strofinando con una spazzola. Se lo sporco è entrato nelle fughe, c’è una guida su come pulire le fughe del pavimento esterno.
6. Pulire gli attrezzi. Raschietto, spazzola e guanti, se riutilizzabili, si lavano bene alla fine.
Le superfici delicate
La pietra naturale e il marmo: il guano lascia aloni chiari o scuri. Si toglie il prima possibile, con detergenti non acidi.
La ringhiera verniciata: si pulisce senza abrasivi, per non togliere la vernice. Se il guano è rimasto a lungo, la vernice sotto può essere già rovinata.
I tessuti — tende, cuscini, teli — si lavano subito, prima che il guano si fissi. Come si lavano e si asciugano senza rovinarli è spiegato in cuscini da esterno: come conservarli.
L’idropulitrice è sconsigliata per il guano secco: il getto lo nebulizza nell’aria, che è esattamente quello che si vuole evitare.
Prevenire: perché i piccioni scelgono il tuo balcone
I piccioni cercano tre cose: cibo, un posto riparato dove posarsi e un posto dove fare il nido.
Il cibo. Briciole, ciotole degli animali, sementi per altri uccelli: tolti questi, il balcone perde il primo motivo di interesse. Le stesse briciole richiamano anche le formiche, come spieghiamo in formiche sul balcone.
I posatoi. Davanzali, ringhiere, cornicioni, la parte alta delle tende da sole. Sono i punti dove si posano e dove si accumula il guano.
I posti per il nido. Angoli riparati, sottotetti, vasi vuoti, scatoloni dimenticati: un balcone poco usato e pieno di oggetti è un invito.
I sistemi di dissuasione
Si usano sistemi che impediscono ai piccioni di posarsi senza fargli del male, che è anche l’unico approccio corretto.
Le reti chiudono gli spazi dove i piccioni entrano, come una loggia o un vano sotto il tetto. Sono la soluzione più efficace quando il problema è il nido. Si fissano con cura perché il vento non le stacchi, come per qualunque telo esterno: come si fa è in Come coprire una ringhiera del balcone per avere più privacy.
Gli aghi dissuasori, in plastica o acciaio con punte non taglienti, si incollano su davanzali e cornicioni e impediscono di posarsi.
I fili tesi sui corrimano e sui davanzali hanno lo stesso effetto, in modo meno visibile.
Gli oggetti che si muovono o riflettono la luce, come girandole e nastri, funzionano per qualche giorno: i piccioni ci si abituano in fretta.
Il nido sul balcone
Se i piccioni hanno già fatto il nido, la situazione cambia. Un nido con uova o piccoli non va distrutto, e spesso le norme locali tutelano gli animali anche in questa fase: conviene informarsi presso il Comune o rivolgersi a chi si occupa di questi interventi.
Quello che si può fare subito è togliere tutto quello che rende il posto adatto a un nido nuovo: vasi vuoti, scatole, angoli riparati e ingombri. E chiudere con una rete gli spazi dove il nido era stato fatto, una volta che sono liberi, perché i piccioni tendono a tornare nello stesso posto.
La pulizia della zona del nido, dove il guano è più concentrato, va fatta con le stesse precauzioni descritte sopra, con particolare attenzione alla mascherina.
Che cosa guardare nella scheda
Per una mascherina: la classe di protezione per le polveri dichiarata.
Per i guanti: se sono impermeabili e quanto sono lunghi.
Per una rete o dei dissuasori: misure, materiale, resistenza ai raggi UV e sistema di fissaggio incluso.
Come leggiamo le schede
Dei prodotti di questa pagina riportiamo quello che dichiara il venditore: classe di protezione, materiali, misure e modo d’uso. Non li abbiamo usati, e non diciamo quale tenga lontani più piccioni: dipende da com’è fatto il balcone e da che cosa li attira.
Quello che possiamo fare è spiegare perché il guano va maneggiato con attenzione, in che ordine si pulisce senza rischi e come si rende il balcone meno attraente per i piccioni.
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Domande frequenti
Il guano dei piccioni è pericoloso?
Può contenere agenti patogeni, e il rischio maggiore è respirarne la polvere quando è secco.
Perché non si spazza a secco?
Perché il guano secco si sbriciola in una polvere fine che si solleva e si respira. Va prima inumidito.
Come ci si protegge?
Con guanti impermeabili, una mascherina filtrante adatta alle polveri e vestiti da lavare subito dopo.
In che ordine si pulisce?
Si inumidisce, si lascia agire, si raschia, si raccoglie in un sacchetto chiuso, si lava la superficie e si puliscono gli attrezzi.
Perché va tolto presto?
Perché è corrosivo: macchia la pietra, opacizza la vernice e rovina tessuti e metallo. Le macchie vecchie a volte non vanno più via.
Si può usare l'idropulitrice?
Sul guano secco è sconsigliata: il getto lo nebulizza nell'aria.
Perché i piccioni scelgono un balcone?
Per il cibo, per un posto riparato dove posarsi e per un posto dove fare il nido.
Quali sistemi tengono lontani i piccioni?
Reti per chiudere gli spazi, aghi dissuasori sui davanzali e fili tesi sui corrimano: impediscono di posarsi senza fare del male agli animali.
Girandole e nastri funzionano?
Per qualche giorno: i piccioni ci si abituano in fretta.
Che cosa fare se c'è già un nido?
Un nido con uova o piccoli non va distrutto: conviene informarsi presso il Comune o rivolgersi a chi si occupa di questi interventi.











