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Come pulire le fughe del pavimento esterno senza perdere ore

Pulire le fughe del pavimento esterno: perché si anneriscono, la spazzola giusta, il procedimento in cinque passaggi, il vapore e come proteggerle dopo.

8 Ottobre 2026 · 4 min di lettura

Le fughe del pavimento esterno si anneriscono prima delle piastrelle, e per una ragione precisa: la fuga è fatta di malta, che è porosa, ed è più bassa della superficie, quindi raccoglie tutto quello che scorre sul pavimento. Pulirla non richiede ore se si usano gli strumenti giusti nell’ordine giusto, e soprattutto se poi la si protegge, perché una fuga pulita e lasciata scoperta torna nera in una stagione.

Perché le fughe si anneriscono

La malta delle fughe è un materiale a base di cemento, pieno di piccoli pori. Lo sporco ci entra e resta: smog, polvere, terra portata dalle scarpe, residui di foglie.

Nelle zone umide e in ombra si aggiungono muffe e alghe, che nei pori trovano esattamente quello che serve per crescere: umidità costante e un appiglio. È il nero più tenace, quello che torna anche dopo la pulizia.

Le fughe, poi, sono il punto più basso del pavimento: l’acqua che scorre ci passa e lascia lì quello che trasporta.

Lo strumento giusto: la spazzola per fughe

Una spazzola normale passa sopra la fuga senza entrarci. Una spazzola per fughe ha le setole strette e dure, disposte in modo da entrare nel solco.

Per il pavimento esterno conviene una spazzola con il manico lungo, che permette di lavorare in piedi: è la differenza fra mezz’ora e un pomeriggio in ginocchio. Le setole in filo metallico sono le più efficaci sulla malta; su piastrelle delicate vanno usate con attenzione, perché possono graffiare i bordi.

Il procedimento, in ordine

1. Spazzare a secco. Si toglie terra, foglie e sabbia dalla superficie, altrimenti con l’acqua diventano fango che riempie le fughe.

2. Bagnare. Si bagna il pavimento con acqua: la malta asciutta assorbe il detergente in profondità e lo trattiene, quella bagnata no.

3. Stendere il detergente. Uno sgrassatore per pavimenti diluito, steso lungo le fughe. Si lascia agire qualche minuto, senza farlo asciugare.

4. Strofinare con la spazzola per fughe, una fila alla volta, nella direzione della fuga.

5. Risciacquare abbondantemente, finché l’acqua non esce pulita. Il detergente lasciato nelle fughe attira sporco nuovo.

Il vapore per i casi difficili

Per le fughe molto annerite, o per le muffe che resistono alla spazzola, il pulitore a vapore è uno strumento efficace: il calore scioglie lo sporco grasso e agisce sulle muffe senza detergenti. Con una bocchetta stretta, il getto entra nel solco della fuga.

Dopo il vapore lo sporco è sciolto ma ancora lì: va tolto con un panno o risciacquato.

Che cosa evitare

L’idropulitrice troppo vicina. Il getto concentrato su una fuga asporta la malta, soprattutto se è già un po’ sgretolata. Dopo, la fuga è pulita ma più profonda, e raccoglie ancora più sporco.

Gli acidi sulle pietre calcaree. Sui pavimenti in marmo o in pietra chiara, i detergenti acidi rovinano le pietre ai bordi delle fughe.

La candeggina come soluzione fissa. Sbianca le muffe ma con l’uso ripetuto indebolisce la malta e può lasciare aloni sulle piastrelle colorate.

La pulizia della superficie delle piastrelle, che ha regole diverse a seconda del materiale, è spiegata in Pavimento del terrazzo annerito: come pulirlo senza rovinarlo.

Il colore delle fughe

Le fughe chiare mostrano lo sporco molto prima di quelle scure, ed è il motivo per cui su un pavimento esterno bianco o beige sembrano sempre sporche anche quando sono state pulite da poco.

Quando le fughe vanno rifatte è l’occasione per sceglierle di un colore che nasconde meglio la polvere: un grigio medio, o un tono vicino a quello della piastrella. Non cambia quanto si sporcano, ma cambia quanto si vede.

Esistono anche prodotti coloranti per fughe, da stendere su quelle esistenti dopo la pulizia, che uniformano il colore e le proteggono insieme. Vanno scelti compatibili con il tipo di malta e di pavimento.

Proteggere le fughe dopo la pulizia

È il passaggio che fa durare il risultato. Una volta pulite e completamente asciutte, le fughe si possono trattare con un impregnante specifico per fughe, che chiude i pori della malta. Lo sporco e l’acqua restano in superficie e si tolgono con una passata, invece di entrare.

Non è un trattamento eterno: va ripetuto ogni anno o due, a seconda di quanto è esposto il pavimento.

Quando le fughe vanno rifatte

Se la malta si sgretola sotto la spazzola, se ci sono buchi o se la fuga è scesa molto sotto il livello delle piastrelle, pulirla non basta: va rifatta. Si scava la malta vecchia per qualche millimetro e si riempie con malta nuova per esterni.

È un lavoro che vale la pena fare prima dell’inverno, perché l’acqua che entra in una fuga rotta, gelando, la allarga ancora. E una fuga aperta è anche la strada delle formiche, come spiegato in Formiche sul balcone: da dove arrivano e come prevenirne il ritorno. Il gelo fa danni simili al rubinetto esterno, come spieghiamo in proteggere il rubinetto esterno dal gelo.

Come leggiamo le schede

Di questi prodotti riportiamo quello che dichiara il venditore: tipo di setole, lunghezza del manico, superfici indicate, diluizione, accessori. Non li abbiamo usati, e non diciamo quale pulisca meglio: dipende dalla malta, dalla pavimentazione e da quanto sono annerite le fughe.

Quello che possiamo fare è spiegare perché le fughe si anneriscono, in che ordine si puliscono e come si fa durare il risultato.

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Domande frequenti

Perché le fughe si anneriscono prima delle piastrelle?

Perché la malta è porosa e più bassa della superficie: trattiene lo sporco e raccoglie tutto quello che scorre sul pavimento.

Quale spazzola serve?

Una spazzola per fughe con setole strette e dure che entrano nel solco, meglio con manico lungo per lavorare in piedi.

Perché si bagna il pavimento prima del detergente?

Perché la malta asciutta assorbe il detergente in profondità e lo trattiene, quella bagnata no.

In che ordine si puliscono?

Si spazza a secco, si bagna, si stende il detergente, si strofina fuga per fuga e si risciacqua abbondantemente.

Il vapore funziona sulle fughe?

Sì, per quelle molto annerite o con muffe: il calore scioglie lo sporco e con una bocchetta stretta il getto entra nel solco. Dopo va tolto lo sporco sciolto.

L'idropulitrice va bene per le fughe?

Con cautela: un getto concentrato asporta la malta, e la fuga diventa più profonda e raccoglie più sporco.

La candeggina rovina le fughe?

Con l'uso ripetuto indebolisce la malta e può lasciare aloni sulle piastrelle colorate.

Come si fa durare il risultato?

Con un impregnante per fughe steso sulle fughe pulite e asciutte: chiude i pori e lo sporco resta in superficie. Si ripete ogni anno o due.

Quando le fughe vanno rifatte?

Quando la malta si sgretola, ci sono buchi o la fuga è scesa molto sotto le piastrelle: si scava la vecchia e si riempie con malta per esterni.

Perché le fughe chiare sembrano sempre sporche?

Perché mostrano la polvere molto prima di quelle scure. Rifacendole conviene un grigio medio o un tono vicino alla piastrella.

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