In autunno le foglie cadono per settimane, e raccoglierle tutte in un solo pomeriggio non funziona: il giorno dopo il prato è di nuovo coperto. Il modo veloce di raccogliere le foglie in giardino è un altro: più passate leggere durante la stagione, con lo strumento giusto per ciascuna superficie, e un posto dove metterle che non sia per forza il bidone.
Lasciare le foglie sul prato per settimane lo soffoca proprio quando dovrebbe rinforzarsi: come si cura un prato piccolo è spiegato in Come irrigare un piccolo giardino senza sprecare acqua.
Perché vanno raccolte
Sul prato, uno strato di foglie bagnate toglie luce all’erba e trattiene umidità: sotto, l’erba ingiallisce e marcisce, e in primavera restano chiazze spoglie.
Sui vialetti e sulle scale, le foglie bagnate sono scivolose, e decomponendosi macchiano la pavimentazione e favoriscono muschio e alghe nelle fughe.
Nelle grondaie e nei pozzetti, le foglie fanno tappo: l’acqua ristagna o trabocca.
Non vanno raccolte, invece, dalle aiuole: lì uno strato di foglie protegge il terreno dal gelo e si decompone nutrendolo.
Il rastrello
È lo strumento più semplice e ancora il più usato. Per le foglie si usa il rastrello a ventaglio, con denti lunghi e flessibili, che scivola sul prato senza strappare l’erba. Il rastrello rigido da terra, con i denti corti, è fatto per un altro lavoro.
Esistono rastrelli regolabili, in cui la larghezza del ventaglio si cambia: largo per il prato aperto, stretto per lavorare fra le aiuole. A fine stagione rastrelli e scope a manico lungo stanno meglio appesi in verticale: ne parliamo nella guida per riporre gli attrezzi con poco spazio.
Il trucco per fare in fretta è raccogliere a strisce, sempre nella stessa direzione, formando dei mucchi piccoli e vicini, invece di trascinare tutto verso un unico punto lontano.
Il raccoglifoglie a mano
Per caricare i mucchi nel sacco, chinarsi e prendere le foglie a manciate è la parte più faticosa. I raccoglifoglie a pinza, o le due palette grandi da usare come mani, permettono di sollevare un mucchio intero in una volta.
Un sacco autoportante, che resta aperto da solo, evita di doverlo tenere con una mano mentre si carica con l’altra.
Il soffiatore
Il soffiatore spinge le foglie con un getto d’aria. È velocissimo sulle superfici dure — vialetti, cortili, terrazzi — e negli angoli dove il rastrello non entra, come sotto le siepi e fra i vasi.
Sul prato bagnato funziona meno: le foglie umide sono pesanti e aderiscono all’erba.
Alcuni modelli fanno anche da aspiratore: aspirano le foglie e le triturano in un sacco. Le foglie triturate occupano molto meno spazio, e sono già pronte per il compost.
Le alimentazioni sono tre: a cavo, con potenza costante ma il limite della prolunga; a batteria, comodi e silenziosi, con un’autonomia da verificare rispetto alla superficie del giardino; a scoppio, i più potenti, adatti a giardini grandi.
Una cosa da ricordare: i soffiatori fanno rumore, e molti regolamenti comunali stabiliscono fasce orarie in cui gli attrezzi rumorosi non si possono usare. Vale la pena verificarle.
Dove metterle: non solo nel bidone
Il compost. Le foglie sono un ottimo materiale da compost, da alternare con gli scarti verdi della cucina e dell’orto. Triturate, si decompongono molto più in fretta.
La pacciamatura. Uno strato di foglie triturate attorno agli arbusti e nelle aiuole protegge le radici dal freddo d’inverno e trattiene l’umidità d’estate.
Il terriccio di foglie. Lasciate in un sacco forato o in un recinto per un anno o due, le foglie diventano un terriccio leggero ottimo per i vasi.
Le foglie di piante malate vanno invece smaltite e non compostate, per non diffondere la malattia.
Le foglie sulle superfici difficili
Sulla ghiaia il rastrello porta via anche i sassi. Qui il soffiatore, a bassa potenza, è lo strumento giusto: sposta le foglie leggere lasciando la ghiaia al suo posto.
Fra le siepi e sotto i cespugli le foglie si accumulano dove nessun attrezzo entra bene. Spesso conviene lasciarle: proteggono le radici e si decompongono da sole.
Sul terrazzo e sul balcone, dove le foglie arrivano trasportate dal vento, il pericolo vero sono gli scarichi a pavimento. Una griglia sopra la piletta trattiene le foglie e impedisce che l’acqua si fermi e allaghi il terrazzo al primo temporale.
Nell’acqua: piscine smontate, fontane, vasche. Le foglie che marciscono nell’acqua la rendono torbida e maleodorante, e vanno tolte con un retino prima che affondino. Come si tiene pulita l’acqua di una piscina fuori terra è spiegato in piscina fuori terra: acqua e manutenzione.
Il calendario
Conviene passare una volta alla settimana durante la caduta, invece di aspettare la fine. Uno strato sottile si raccoglie in pochi minuti; uno strato spesso e bagnato richiede ore e ha già fatto danni al prato.
L’ultima passata, a fine stagione, si fa insieme alla pulizia delle grondaie e dei pozzetti.
Sui vialetti, togliere le foglie prima che si decompongano evita le macchie e il muschio: se ormai ci sono, come si tolgono è spiegato in Erbacce tra le piastrelle del giardino: come rimuoverle e prevenirle. Per le macchie scure sulla pavimentazione c’è anche la guida per pulire il pavimento del terrazzo annerito.
Che cosa guardare nella scheda
Per un rastrello: larghezza, se è regolabile, materiale dei denti e lunghezza del manico.
Per un soffiatore: alimentazione, autonomia se è a batteria, peso, se aspira e trita e capacità del sacco.
Per un sacco: capacità in litri e se resta aperto da solo.
Come leggiamo le schede
Di questi attrezzi riportiamo quello che dichiara il venditore: misure, materiali, alimentazione, potenza e accessori. Non li abbiamo usati, e non diciamo quale raccolga più in fretta: dipende dal giardino, dalle superfici e da quanti alberi ci sono.
Quello che possiamo fare è spiegare perché le foglie vanno raccolte, quale strumento serve su quale superficie e come trasformarle in qualcosa di utile invece che in rifiuto. Prima che le foglie cadano c’è un altro lavoro da fare, e serve l’attrezzo giusto: quali forbici da potatura scegliere. Quando il giardino si svuota gli uccelli restano, e si possono guardare da vicino con le mangiatoie con telecamera.
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Domande frequenti
Perché le foglie vanno tolte dal prato?
Perché uno strato di foglie bagnate toglie luce e trattiene umidità: sotto l'erba ingiallisce e in primavera restano chiazze spoglie.
Vanno raccolte anche dalle aiuole?
No: lì proteggono il terreno dal gelo e decomponendosi lo nutrono.
Quale rastrello serve per le foglie?
Quello a ventaglio, con denti lunghi e flessibili che scivolano sul prato senza strappare l'erba.
Come si raccoglie più in fretta?
A strisce nella stessa direzione, formando mucchi piccoli e vicini invece di trascinare tutto in un punto lontano.
Il soffiatore funziona sul prato?
Funziona meglio sulle superfici dure e negli angoli; sul prato bagnato le foglie umide sono pesanti e aderiscono all'erba.
A che cosa serve la funzione aspiratore?
Aspira le foglie e le trita in un sacco: occupano molto meno spazio e sono già pronte per il compost.
Ci sono limiti di orario per il soffiatore?
Molti regolamenti comunali stabiliscono fasce orarie per gli attrezzi rumorosi: vale la pena verificarle.
Che cosa si fa delle foglie raccolte?
Compost, pacciamatura attorno ad arbusti e aiuole, oppure terriccio di foglie lasciandole un anno o due in un sacco forato.
Tutte le foglie si possono compostare?
No: quelle di piante malate vanno smaltite, per non diffondere la malattia.
Ogni quanto conviene raccoglierle?
Una volta alla settimana durante la caduta: uno strato sottile si toglie in pochi minuti, uno spesso e bagnato richiede ore.











