I mobili da giardino sono fatti per stare fuori, ma non per stare fuori bagnati per mesi. La pioggia da sola fa pochi danni: quello che rovina i mobili è l’umidità che resta — l’acqua che ristagna sui piani, sotto i piedi, dentro le giunture, e la condensa sotto un telo che non respira. Proteggerli bene vuol dire coprirli, ma anche fare in modo che sotto la copertura l’aria possa girare.
Una copertura dura solo se è fissata bene: come si evita che il vento la strappi è spiegato in Come evitare che il vento rovini teli e coperture da esterno.
Che cosa fa l’umidità ai diversi materiali
Il legno assorbe acqua, si gonfia, e quando si asciuga si ritira: dopo qualche ciclo compaiono crepe, le giunture si allentano e la superficie ingrigisce. Nei punti dove l’acqua ristagna — sotto i piedi, negli incastri — può comparire muffa o marciume.
Il metallo, se è ferro o acciaio non trattato, arrugginisce dove la verniciatura è scheggiata. L’alluminio non arrugginisce, ma può macchiarsi.
La resina e il rattan sintetico non temono l’acqua, ma l’umidità costante fa crescere muffe e alghe nelle trame e negli angoli.
I cuscini e i tessuti sono la parte più delicata: l’imbottitura si impregna e, se non asciuga, ammuffisce dall’interno. Vanno sempre ritirati, come spiegato in Cuscini da esterno sempre bagnati? Come conservarli e proteggerli.
Prima di coprire: tre accorgimenti
Pulire e asciugare. Coprire mobili sporchi o bagnati significa chiudere sotto il telo terra, foglie e umidità per mesi. Vanno puliti e lasciati asciugare del tutto in una giornata di sole.
Sollevare da terra. I piedi dei mobili appoggiati su un pavimento dove l’acqua ristagna restano bagnati per settimane. Dei piedini o dei distanziali li tengono fuori dall’acqua. Lo stesso principio vale per i vasi, come spieghiamo in ristagni d’acqua nei vasi.
Avvicinarli a un riparo. Sotto un portico, contro un muro, lontano dal punto dove scarica la grondaia: meno acqua arriva, meno lavoro deve fare la copertura.
La copertura: impermeabile, ma che respiri
È il punto più importante e quello su cui si sbaglia di più. Una copertura completamente stagna sembra la protezione migliore, ma sotto un telo che non lascia uscire l’aria si forma condensa: l’umidità del terreno e dell’aria si deposita sui mobili, e in primavera si trovano muffa e macchie sotto una copertura perfettamente asciutta fuori.
Per questo le coperture migliori hanno due caratteristiche insieme: un tessuto impermeabile e delle prese d’aria, di solito ai lati, che lasciano uscire l’umidità.
Il tessuto: che cosa dicono i numeri
Molte coperture sono in tessuto Oxford, un poliestere robusto con uno strato impermeabilizzante sul retro. Nella scheda compare con un numero seguito da una D, come 420D o 600D.
Quel numero indica lo spessore del filo con cui è tessuto: più è alto, più il tessuto è spesso e resistente agli strappi e all’usura. Un 600D regge meglio di un 420D lo sfregamento e il vento, ed è più pesante.
Due altre voci da cercare: il trattamento contro i raggi UV, perché il sole degrada il tessuto e lo rende fragile, e le cuciture nastrate o termosaldate, perché l’acqua entra prima dalle cuciture che dal tessuto.
La misura giusta
Si misurano lunghezza, larghezza e altezza del mobile, o del gruppo di mobili da coprire insieme. La copertura deve essere un po’ più grande, così scende fino quasi a terra senza tirare.
Una copertura troppo piccola lascia scoperte le gambe e tira sulle cuciture; una troppo grande fa pieghe dove l’acqua ristagna e prende più vento.
Un trucco per evitare la pozza d’acqua al centro di un tavolo coperto: mettere sotto il telo, al centro del piano, un oggetto più alto — un secchio rovesciato, un vaso — che solleva il telo e fa scolare la pioggia ai lati.
Le sedie impilabili si coprono tutte insieme, una sull’altra: esistono coperture alte e strette fatte apposta per una pila di sedie, che prendono molto meno vento di un telo grande gettato sopra. Si sceglie in base all’altezza della pila, non della sedia singola.
Il fissaggio contro il vento
Una copertura che si gonfia e sbatte si consuma in un inverno. Quasi tutte hanno una coulisse lungo il bordo, da stringere sotto il mobile; nelle zone ventose si aggiungono cinghie che passano sotto il tavolo o legano la copertura alle gambe.
Coprire o ritirare?
La copertura non è sempre la soluzione migliore. Se c’è spazio in un garage, in una cantina asciutta o sotto un portico chiuso, ritirare i mobili per l’inverno li protegge meglio di qualunque telo. Lo stesso spazio serve anche agli attrezzi, e come si preparano è spiegato in come si conservano gli attrezzi durante l’inverno.
Vale soprattutto per i mobili in legno non trattato e per quelli pieghevoli, che occupano poco spazio chiusi. I mobili pesanti in resina, alluminio o teak, pensati per stare fuori, reggono bene l’inverno sotto una buona copertura.
Una via di mezzo: ritirare i pezzi delicati e leggeri, che sono anche quelli che il vento sposta, e coprire solo il tavolo e i pezzi grandi.
In primavera
Si toglie la copertura in una giornata asciutta, si lascia arieggiare e si lava con acqua e sapone, poi si ripone piegata solo quando è completamente asciutta. Riposta umida, ammuffisce nel ripostiglio.
I mobili, dopo l’inverno, hanno quasi sempre bisogno di una pulizia: come si fa a seconda del materiale è spiegato in Come pulire i mobili da giardino dopo l’inverno.
Come leggiamo le schede
Di queste coperture riportiamo quello che dichiara il venditore: misure, tessuto, impermeabilità, prese d’aria, protezione UV e sistema di chiusura. Non le abbiamo usate, e non diciamo quale protegga meglio: dipende dai mobili, dall’esposizione e da come vengono fissate.
Quello che possiamo fare è spiegare che cosa fa l’umidità ai diversi materiali, perché una copertura deve respirare e come si leggono i numeri del tessuto. Lo stesso problema di esposizione riguarda le amache da giardino.
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Domande frequenti
Che cosa rovina davvero i mobili da giardino?
L'umidità che resta: l'acqua che ristagna sui piani e sotto i piedi, e la condensa sotto un telo che non respira.
Che cosa fa l'umidità al legno?
Lo gonfia e poi lo ritira: dopo qualche ciclo compaiono crepe, giunture allentate e nei punti di ristagno muffa o marciume.
Prima di coprirli che cosa si fa?
Si puliscono, si lasciano asciugare del tutto e si sollevano da terra con piedini o distanziali.
Una copertura completamente stagna è la migliore?
No: sotto si forma condensa e in primavera si trovano muffa e macchie. Serve un tessuto impermeabile con prese d'aria.
Che cosa significano 420D e 600D?
Indicano lo spessore del filo del tessuto Oxford: più il numero è alto, più il tessuto è spesso e resistente a strappi e usura.
Che altro guardare nel tessuto?
Il trattamento contro i raggi UV, che evita che diventi fragile, e le cuciture nastrate o termosaldate, da cui l'acqua entra per prima.
Che misura deve avere la copertura?
Un po' più grande del mobile, così scende quasi a terra senza tirare. Troppo grande fa pieghe dove ristagna l'acqua.
Come si fissa contro il vento?
Con la coulisse lungo il bordo stretta sotto il mobile, e nelle zone ventose con cinghie che passano sotto il tavolo.
Meglio coprire o ritirare i mobili?
Se c'è spazio asciutto, ritirarli protegge di più, soprattutto legno non trattato e pieghevoli. I mobili pesanti da esterno reggono bene sotto una buona copertura.
Come si ripone la copertura in primavera?
Si toglie in una giornata asciutta, si lava, e si ripone piegata solo quando è completamente asciutta.











