Nei giochi di deduzione non si accumula niente e non si costruisce niente: si restringe il campo. L’informazione è distribuita in modo incompleto fra i giocatori o nascosta nella scatola, e vince chi arriva per primo alla conclusione giusta. È una famiglia che divide i tavoli più di ogni altra, e vale la pena sapere perché prima di comprare.
Molti giochi di deduzione danno il meglio in due: quali reggono è in Giochi da tavolo per due giocatori: quali funzionano.
Le tre famiglie
Sotto la stessa etichetta convivono tre meccanismi molto diversi, e confonderli è l’errore che porta a casa la scatola sbagliata.
La deduzione pura. Tutti hanno le stesse regole e nessuno mente. L’informazione è nascosta nel materiale — carte in una busta, una soluzione segreta — e si scopre facendo domande o verificando ipotesi. Chi gioca meglio deduce prima. Non c’è inganno: è un problema logico con più persone che lo risolvono in parallelo. Quando non c’è niente da scoprire ma solo un problema da risolvere, si passa ai giochi da tavolo di logica.
La deduzione sociale. Qualcuno al tavolo ha un ruolo nascosto e mente. L’informazione non è solo nelle carte: è nei comportamenti, nelle esitazioni, in chi accusa chi. Qui si deduce dalle persone, non dal materiale.
L’indagine narrativa. Il gioco fornisce un caso con documenti, mappe e testimonianze, e il tavolo lavora insieme per risolverlo. Spesso non c’è un vincitore: si risolve o non si risolve. Il lavoro di squadra contro il gioco è il tratto dei giochi cooperativi, che hanno regole e trappole proprie.
Da qui la prima domanda da farsi, che non riguarda il gioco ma il tavolo: a questo gruppo piace mentire? Se la risposta è no, due delle tre famiglie sono da escludere.
Che cosa li rende difficili da scegliere
Tre caratteristiche che in altri generi non esistono e che qui decidono se il gioco funziona.
Si gioca contro le persone, non contro il gioco. Un tavolo in cui tutti ragionano allo stesso livello produce partite tese; uno sbilanciato produce partite in cui qualcuno indovina sempre e gli altri aspettano.
L’eliminazione. Alcuni giochi di deduzione sociale eliminano i giocatori prima della fine. Chi esce al terzo turno resta a guardare, ed è il motivo per cui questi titoli hanno fama di non piacere a tutti. È un dato che si legge nelle regole, non sulla scatola.
Il peso di chi conduce. In diversi giochi una persona ha un ruolo diverso — sa la soluzione, gestisce gli indizi, risponde alle domande — e non gioca davvero. Va saputo prima, perché quel ruolo non sempre è a rotazione.
Il numero di giocatori, che qui è un vincolo vero
In questa famiglia l’intervallo sulla scatola va preso più sul serio che altrove, e il motivo è strutturale.
Nella deduzione sociale il numero determina direttamente la probabilità: con poche persone, chi mente è troppo facile da individuare o impossibile da individuare, a seconda della proporzione fra i ruoli. Sono giochi che hanno un minimo funzionale alto, spesso cinque o sei. I formati che reggono un gruppo davvero grande sono raccolti nella guida ai giochi per gruppi numerosi.
Nella deduzione pura succede il contrario: funziona benissimo anche in due o tre, perché il problema logico esiste a prescindere da quante persone lo attaccano. Sono i titoli da tenere per le serate con poche persone.
Nell’indagine narrativa il numero conta poco, perché si lavora insieme: tre o cinque cambia solo quanto si parla sopra.
Il quadro completo su come cambia una partita passando da tre a quattro è in giochi per tre o quattro giocatori.
La rigiocabilità
È il punto su cui questa famiglia si divide nettamente in due, e su cui conviene decidere prima di spendere.
I giochi di deduzione pura e sociale si rigiocano all’infinito, perché la soluzione è generata di volta in volta dal materiale o dai ruoli assegnati. La scatola non si esaurisce.
I giochi di indagine narrativa contengono un numero finito di casi, e un caso risolto non si può rigiocare: la soluzione è nota. Sono esperienze a consumo, come un libro.
Non è un difetto, ma cambia il conto: una scatola con tre casi dà tre serate. Molte linee pubblicano casi aggiuntivi separatamente, ed è la cosa da verificare prima.
Un terzo caso, intermedio, sono i giochi con contenuti a consumo parziale: carte che si usano una volta sola ma che rappresentano una frazione del totale.
Che cosa guardare sulla scatola
Quale famiglia è. La descrizione lo dice: «ruoli nascosti» e «traditore» indicano deduzione sociale, «risolvi il caso» indica indagine narrativa, «scopri la soluzione» indica deduzione pura.
Se c’è eliminazione, cioè se un giocatore può uscire prima della fine.
Quanti casi contiene, se è narrativo, e se ne esistono altri.
Il numero minimo funzionale, tenendo conto che nella deduzione sociale quello dichiarato è ottimistico.
La lingua dei materiali, che in questa famiglia è decisiva: documenti, testimonianze e indizi sono testo, e un caso in lingua straniera non si risolve.
Un’ultima avvertenza sulla spiegazione iniziale: i giochi di deduzione sociale hanno regole brevi ma un funzionamento che si capisce solo giocando, e la prima partita è quasi sempre interlocutoria. Conviene metterla in conto come riscaldamento. Il metodo per spiegare senza perdere il tavolo è in come si spiega un gioco da tavolo.
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Domande frequenti
Che cosa sono i giochi di deduzione?
Giochi in cui l'informazione è distribuita in modo incompleto o nascosta, e si vince restringendo il campo fino alla conclusione giusta.
Quali famiglie esistono?
La deduzione pura, in cui nessuno mente e l'informazione è nel materiale; la deduzione sociale, in cui qualcuno ha un ruolo nascosto e mente; l'indagine narrativa, in cui il tavolo risolve un caso insieme.
Qual è la prima domanda da farsi?
Se al gruppo piace mentire. Se la risposta è no, due delle tre famiglie sono da escludere.
Che cos'è l'eliminazione?
La regola per cui un giocatore può uscire prima della fine e resta a guardare. È il motivo per cui alcuni di questi titoli non piacciono a tutti, e si legge nelle regole, non sulla scatola.
Che cos'è il ruolo di chi conduce?
In diversi giochi una persona sa la soluzione o gestisce gli indizi e non gioca davvero. Va saputo prima, perché quel ruolo non sempre è a rotazione.
Perché il numero di giocatori è un vincolo vero?
Perché nella deduzione sociale la proporzione fra i ruoli determina quanto è facile smascherare chi mente: il minimo funzionale è spesso cinque o sei.
E nella deduzione pura?
Funziona bene anche in due o tre: il problema logico esiste a prescindere da quante persone lo attaccano.
Si rigiocano?
Deduzione pura e sociale sì, all'infinito, perché la soluzione è generata ogni volta. L'indagine narrativa no: un caso risolto non si rigioca, perché la soluzione è nota.
Come si capisce di quale famiglia è un gioco?
Dalla descrizione: «ruoli nascosti» e «traditore» indicano deduzione sociale, «risolvi il caso» indica indagine narrativa, «scopri la soluzione» indica deduzione pura.
La lingua dei materiali conta?
Molto: documenti, testimonianze e indizi sono testo, e un caso in lingua straniera non si risolve.











