Sessanta grammi è diventato il numero che compare ovunque nelle schede dei mouse da gaming, e come tutti i numeri di quel mondo viene presentato come un valore assoluto: più leggero è meglio. Non è vero in generale, è vero per un certo modo di muovere il mouse. Capire quale evita di comprare un oggetto costruito per un gesto che non si fa.
Il peso si sceglie insieme alla forma, e la forma dipende da come impugni: Come scegliere un mouse da gaming in base a come lo impugni.
Perché il peso si sente
Il mouse è l’unico dispositivo che si accelera e si ferma migliaia di volte in una sessione. Ogni cambio di direzione richiede di vincere l’inerzia, e l’inerzia è proporzionale alla massa.
Da qui il motivo per cui il peso è il parametro che si sente di più: non incide sulla precisione del sensore, incide sullo sforzo necessario a ogni movimento e sulla rapidità con cui si può invertire la direzione.
Le fasce di riferimento sono tre: sotto i 70 grammi si parla di mouse leggeri, fra 70 e 100 c’è la fascia più diffusa, sopra i 100 i pesanti. La differenza fra gli estremi è di circa settanta grammi — il peso di un uovo — e sembra poco finché non si ripete per tre ore.
Quanto si sente, in pratica
Dipende da quanto braccio si usa, e qui sta il criterio che decide davvero.
Chi gioca con una sensibilità bassa muove il mouse con tutto l’avambraccio e percorre decine di centimetri per girare la visuale. Per quel gesto il peso conta moltissimo: ogni grammo si moltiplica per la lunghezza del movimento. Che cos’altro conta negli sparatutto, dal tappetino al monitor, lo trovi nella guida agli accessori per gli FPS competitivi. Come si traduce la sensibilità in centimetri è spiegato nella guida ai DPI del mouse.
Chi gioca con una sensibilità alta muove solo il polso o le dita, su pochi centimetri. Lì settanta grammi di differenza si sentono poco, e altri fattori contano di più.
Da qui una regola pratica che funziona: se per girarti devi sollevare e riposizionare il mouse più volte, il peso è il tuo parametro principale. Se non lo sollevi quasi mai, non lo è.
Come si toglie peso
Non si toglie: si rinuncia a qualcosa. Vale la pena sapere a che cosa.
Il guscio alleggerito è la via più comune: plastica più sottile o con fori. I mouse forati sono leggeri e dissipano il calore della mano, ma la struttura flette se si stringe forte e il guscio raccoglie polvere e briciole all’interno.
La batteria è il secondo punto. Su un senza fili la batteria pesa, quindi i modelli leggerissimi senza cavo hanno batterie piccole e autonomie più brevi, oppure costano di più perché usano componenti più leggeri. Che cosa cambia fra ricevitore dedicato, Bluetooth e cavo è spiegato nel confronto sulla latenza delle periferiche senza fili.
I tasti e l’illuminazione: ogni tasto laterale aggiunge meccanica, ogni LED aggiunge circuito. I mouse più leggeri hanno di norma due tasti laterali e nessuna luce.
Il cavo, infine, sui modelli cablati: i cavi leggeri intrecciati pesano molto meno di quelli in gomma rigida, e soprattutto fanno meno attrito sul tavolo, che è una forma di peso percepito.
Quando un mouse pesante è meglio
È la parte che le schede non raccontano, perché non si vende con un numero alto.
Un mouse più pesante smorza le micro-oscillazioni della mano. Chi ha la mano nervosa, o chi deve fare aggiustamenti molto fini, con un mouse leggerissimo fatica a fermarsi nel punto esatto: l’oggetto si muove più di quanto si voglia.
Un mouse pesante dà anche più riscontro: si sente dove si trova. Alcuni lo descrivono come «più controllabile», ed è una percezione reale, non un’abitudine.
Infine, per chi non gioca ma lavora, il peso è quasi irrilevante e contano altre cose: la forma, l’angolo del polso e il numero di clic. Il confronto è in mouse e tastiera per lavorare.
Le due cose che cambiano più del peso
Vale la pena dirlo, perché sono entrambe meno pubblicizzate e più decisive.
I piedini, cioè le superfici di scorrimento sotto il mouse. Un mouse da cento grammi con piedini in PTFE nuovi scorre meglio di uno da sessanta con piedini consumati. Si sostituiscono, costano poco e sono il primo intervento da fare su un mouse che «non scorre più». Anche lo sporco sui piedini cambia lo scorrimento, e come si toglie è spiegato nella guida alla pulizia di tastiera, mouse e cuffie.
Il tappetino. La stessa massa su superfici diverse richiede sforzi diversi: un tappeto con trama fitta frena, uno liscio scivola. Su un mouse leggero la differenza si amplifica, perché c’è meno inerzia a compensare. Il tema è in tappetino per mouse: misure e materiali.
| Se… | Allora |
|---|---|
| Muovi tutto l’avambraccio | Il peso è il tuo parametro principale |
| Muovi solo polso e dita | Contano forma e piedini, non il peso |
| Hai la mano nervosa | Un mouse medio o pesante si controlla meglio |
| Usi il mouse per lavorare | Il peso è quasi irrilevante |
Il peso dichiarato, letto bene
Un’avvertenza pratica: alcune schede indicano il peso senza cavo, altre con. Su un mouse cablato la differenza può superare i dieci grammi, cioè una fascia intera.
E sui modelli senza fili il peso dichiarato include la batteria ma non sempre il ricevitore, che pesa pochi grammi ma sta nel computer e non nella mano.
Come leggiamo le schede
Di questi mouse riportiamo quello che dichiara la confezione: peso, misure, numero di tasti, tipo di collegamento, sensore e DPI massimi. Non li abbiamo usati, quindi non troverai qui un giudizio su come scorrono o su quanto sono comodi dopo due ore.
Quello che possiamo fare è mettere il numero in prospettiva: perché il peso conta in proporzione a quanto braccio si usa, che cosa si rinuncia per alleggerire e perché i piedini e il tappetino cambiano la sensazione di scorrimento più di dieci grammi in meno.
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Domande frequenti
Perché il peso di un mouse si sente?
Perché il mouse si accelera e si ferma migliaia di volte in una sessione, e ogni cambio di direzione richiede di vincere l'inerzia, che è proporzionale alla massa.
Quali sono le fasce di riferimento?
Sotto i 70 grammi si parla di leggeri, fra 70 e 100 c'è la fascia più diffusa, sopra i 100 i pesanti.
A chi serve davvero un mouse leggero?
A chi gioca con sensibilità bassa e muove tutto l'avambraccio su decine di centimetri. Se non sollevi quasi mai il mouse, il peso non è il tuo parametro principale.
A che cosa si rinuncia per alleggerire?
Al guscio pieno, che diventa sottile o forato; alla batteria grande, quindi all'autonomia sui senza fili; ai tasti laterali in più e all'illuminazione.
I mouse forati hanno controindicazioni?
La struttura flette se si stringe forte e il guscio raccoglie polvere e briciole all'interno.
Quando è meglio un mouse pesante?
Quando si ha la mano nervosa o si fanno aggiustamenti molto fini: la massa smorza le micro-oscillazioni e dà più riscontro su dove si trova il mouse.
Che cosa conta più del peso?
I piedini e il tappetino. Un mouse da cento grammi con piedini nuovi scorre meglio di uno da sessanta con piedini consumati.
I piedini si sostituiscono?
Sì, costano poco e sono il primo intervento da fare su un mouse che «non scorre più».
Il peso dichiarato include il cavo?
Dipende: alcune schede lo indicano senza cavo, altre con. Su un mouse cablato la differenza può superare i dieci grammi, cioè una fascia intera.
Il peso conta anche per lavorare?
Quasi per niente: lì contano la forma, l'angolo del polso e il numero di clic.











