Irrigare un piccolo giardino senza sprecare acqua è più facile di quanto sembri, perché la gran parte dello spreco viene da due errori: annaffiare all’ora sbagliata e bagnare dove non serve. Un prato e un’aiuola hanno bisogni diversi, e trattarli con la stessa pompa o lo stesso irrigatore significa dare troppa acqua all’uno e troppo poca all’altra.
Per i giorni in cui sei via, le soluzioni senza impianto fisso sono in Come annaffiare le piante quando sei in vacanza: 5 soluzioni pratiche.
Dove si spreca l’acqua
Nell’evaporazione. Annaffiare nelle ore calde fa evaporare una parte dell’acqua prima che arrivi alle radici. Il momento migliore è l’alba: fa fresco, c’è poco vento, e le foglie hanno tempo di asciugarsi durante la giornata, il che riduce le malattie fungine. La sera va bene, ma le foglie restano bagnate tutta la notte.
Nel vento. Un irrigatore che spruzza acqua in alto, con il vento, la porta sul vialetto o sul muro.
Nel ruscellamento. Se l’acqua arriva più in fretta di quanto la terra riesca ad assorbirla, scorre via in superficie. Succede soprattutto su terreni argillosi e in pendenza.
Nell’acqua data dove non serve: sul vialetto, sulle piastrelle, sulle piante che non ne hanno bisogno.
Prato e aiuole: due sistemi diversi
È la regola su cui si basa un impianto efficiente.
Il prato ha radici fitte su tutta la superficie e va bagnato in modo uniforme. Si usa l’irrigazione a pioggia: irrigatori che distribuiscono l’acqua su un’area. Quelli a scomparsa restano interrati e salgono solo quando lavorano, così non intralciano il tosaerba.
Le aiuole, le siepi e gli orti hanno piante separate, ciascuna con le sue radici. Bagnare tutta la superficie fra una pianta e l’altra spreca acqua e fa crescere le erbacce. Qui si usa l’irrigazione a goccia: tubi con gocciolatori, o tubi porosi che trasudano acqua lungo tutta la lunghezza, appoggiati vicino alle piante.
La goccia è il sistema che spreca meno in assoluto: l’acqua arriva direttamente alle radici, non bagna le foglie, non evapora e non finisce dove non serve.
La centralina: il pezzo che fa risparmiare davvero
Annaffiare a mano all’alba tutti i giorni non lo fa quasi nessuno. Una centralina lo fa al posto tuo.
Si collega al rubinetto e lo apre e chiude a orari stabiliti. Quelle con più uscite permettono di separare il prato dalle aiuole, con orari e durate diverse, che è esattamente quello che serve. Alcune si programmano dal telefono e permettono di saltare un’annaffiatura se piove. A fine stagione, però, la centralina va staccata prima del freddo: la guida sul rubinetto esterno in inverno spiega come svuotare il tratto esterno.
Il risparmio vero viene dalla regolazione: un impianto programmato una volta a inizio estate e mai più toccato dà la stessa acqua a giugno e ad agosto, e la dà anche dopo un temporale.
Quanta acqua serve, e ogni quanto
La regola generale vale sia per il prato sia per le piante: meno spesso e più a fondo.
Un’annaffiatura abbondante ogni due o tre giorni fa scendere l’acqua in profondità, e le radici la seguono verso il basso, dove la terra resta umida più a lungo. Una spruzzata ogni giorno bagna solo la superficie: le radici restano in alto e la pianta soffre al primo giorno caldo.
Per sapere se il terreno è bagnato abbastanza si scava con una paletta qualche centimetro dopo l’annaffiatura: la terra deve essere umida in profondità, non solo in superficie.
Come si riduce l’acqua che serve
La pacciamatura. Uno strato di corteccia, paglia o foglie secche attorno alle piante tiene fresco il terreno e ne riduce l’evaporazione. Frena anche le erbacce.
L’acqua piovana. Un serbatoio collegato a una grondaia raccoglie acqua gratuita per le aiuole. Va tenuto chiuso, perché un bidone aperto è un vivaio di zanzare.
Il prato più alto. Tagliare il prato un po’ più alto d’estate lascia l’erba più resistente al caldo: le foglie fanno ombra al terreno.
Una nota sui vialetti: se gli irrigatori del prato bagnano anche le piastrelle, l’umidità costante nelle fughe favorisce erba e muschio. Come si tolgono è in Erbacce tra le piastrelle del giardino: come rimuoverle e prevenirle.
La pressione e la portata, prima di comprare
Un impianto funziona solo se il rubinetto gli dà l’acqua che serve. Due numeri lo dicono.
La pressione decide quanto lontano arriva un irrigatore: con poca pressione il getto resta corto e il bordo del prato resta secco. La portata, cioè quanti litri al minuto escono dal rubinetto, decide quanti irrigatori possono lavorare insieme. Se sono troppi, nessuno lavora bene.
Si misura in modo semplice: si riempie un secchio da dieci litri e si cronometra. È il dato con cui dividere il giardino in zone che lavorano a turno.
Che cosa guardare nella scheda
Per un irrigatore: superficie coperta dichiarata, gittata, tipo di getto e pressione dell’acqua richiesta.
Per un kit a goccia: numero di gocciolatori, lunghezza del tubo, se i gocciolatori sono regolabili.
Per una centralina: numero di uscite, tipo di alimentazione, programmi disponibili e controllo a distanza.
Per le piante in vaso, il discorso è diverso, e lo spieghiamo in Piante sul balcone che si seccano in estate? Come mantenerle idratate.
Come leggiamo le schede
Di questi prodotti riportiamo quello che dichiara il venditore: superficie coperta, portata, uscite, alimentazione e programmi. Non li abbiamo installati, e non diciamo quale risparmi più acqua: dipende dal terreno, dalle piante e da come si programma l’impianto.
Quello che possiamo fare è spiegare dove si spreca l’acqua, perché prato e aiuole vogliono sistemi diversi e come si regola un impianto per farlo durare tutta l’estate.
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Domande frequenti
Dove si spreca più acqua in giardino?
Nell'evaporazione delle ore calde, nel vento che porta il getto fuori bersaglio, nell'acqua che scorre via in superficie e in quella data dove non serve, come vialetti e muri.
A che ora conviene irrigare?
All'alba: fa fresco, c'è poco vento e le foglie si asciugano durante il giorno, il che riduce le malattie fungine.
Prato e aiuole si irrigano allo stesso modo?
No: il prato vuole una bagnatura uniforme con irrigatori a pioggia, aiuole, siepi e orti vogliono la goccia vicino alle radici.
Perché l'irrigazione a goccia spreca meno?
Porta l'acqua direttamente alle radici, non bagna le foglie, non evapora e non finisce dove non serve.
A che cosa servono gli irrigatori a scomparsa?
Restano interrati e salgono solo quando lavorano, così non intralciano il tosaerba e non si vedono.
Che cosa fa una centralina?
Apre e chiude il rubinetto a orari stabiliti. Con più uscite permette di separare prato e aiuole, con orari e durate diversi.
Ogni quanto si annaffia?
Meno spesso e più a fondo: un'annaffiatura abbondante ogni due o tre giorni fa scendere l'acqua e le radici in profondità.
Come si controlla se ho bagnato abbastanza?
Scavando qualche centimetro con una paletta dopo l'annaffiatura: la terra deve essere umida in profondità, non solo in superficie.
Pressione e portata contano?
Sì: la pressione decide quanto lontano arriva il getto, la portata quanti irrigatori possono lavorare insieme. La portata si misura cronometrando quanto ci mette a riempirsi un secchio da dieci litri.
Come si riduce l'acqua necessaria?
Con la pacciamatura attorno alle piante, raccogliendo l'acqua piovana in un serbatoio chiuso e tagliando il prato un po' più alto d'estate.











