Dopo l’inverno i mobili da giardino escono quasi sempre in condizioni peggiori di come erano stati lasciati: patine verdi, macchie scure, polvere incrostata, ragnatele, a volte ruggine. Pulirli è facile se si segue una regola sola: il metodo dipende dal materiale. La stessa spazzola che riporta a nuovo una sedia in resina riga una superficie verniciata, e lo stesso detergente che pulisce il metallo rovina il legno.
Se anche il pavimento del terrazzo è annerito, i metodi per i diversi materiali sono in Pavimento del terrazzo annerito: come pulirlo senza rovinarlo.
Prima di tutto: togliere lo sporco secco
Qualunque sia il materiale, il primo passaggio è a secco: una spazzola morbida o una scopa per togliere foglie, terra, ragnatele e polvere. Bagnare subito trasforma la polvere in fango che entra nelle trame e negli angoli.
Poi si guarda il mobile da vicino e si capisce che cosa c’è: polvere grigia e grassa, patina verde di alghe, macchie nere di muffa, punti di ruggine. Ognuno vuole un trattamento diverso. Se fra le macchie ci sono escrementi di piccione, conviene seguire le precauzioni della guida sul guano dei piccioni sul balcone.
La resina e la plastica
Sono i mobili più semplici da pulire e anche i più diffusi.
Acqua tiepida e sapone neutro, con una spugna o una spazzola a setole morbide, tolgono quasi tutto. Per gli angoli e le trame si usa uno spazzolino.
Se il sapone non basta, esistono detergenti specifici per la plastica da esterno, più energici ma pensati per non intaccare la superficie: si provano prima su un punto nascosto, e poi si risciacqua bene.
Per la patina verde e le macchie scure di muffa, che nella resina si annidano nelle zone ruvide, il calore aiuta molto. Un pulitore a vapore scioglie lo sporco incrostato senza detergenti e raggiunge le fessure.
Da evitare: le spugne abrasive e i solventi, che opacizzano la superficie e la rendono più ruvida — e quindi più facile da sporcare la volta dopo.
La resina bianca tende a ingiallire con il sole. È un’alterazione del materiale, non sporco, e la pulizia non la toglie.
Il rattan sintetico
La trama intrecciata trattiene la polvere in ogni incrocio. Si comincia con un aspirapolvere o una spazzola morbida, poi si lava con acqua e sapone e una spazzola a setole morbide, seguendo l’intreccio.
Va lasciato asciugare all’aria, meglio capovolto, perché l’acqua resta nei punti dove l’intreccio si incrocia.
Il metallo
L’alluminio si pulisce con acqua e sapone e non arrugginisce. Le macchie bianche e opache sono ossidazione superficiale, e si attenuano con prodotti specifici per alluminio.
Il ferro e l’acciaio verniciati vanno controllati con attenzione: dove la vernice si è scheggiata compare la ruggine. Si toglie con una spazzola metallica o carta abrasiva fine solo sul punto arrugginito, si pulisce, e si ritocca con una vernice antiruggine. Se si lascia, la ruggine si allarga sotto la vernice sana.
Dopo il lavaggio, il metallo va asciugato subito, non lasciato asciugare all’aria.
Il legno
È il materiale che richiede più attenzione, e anche quello che dà più soddisfazione.
Il legno non trattato, come il teak, all’aperto diventa grigio argento. Non è sporco né un difetto: è l’ossidazione naturale della superficie, e il legno resta sano. Chi preferisce il grigio lo lava semplicemente con acqua e sapone.
Chi vuole ritrovare il colore originale usa un pulitore specifico per legno da esterno, che toglie lo strato grigio, e poi un olio protettivo che rallenta il ritorno del grigio. L’olio va steso sul legno pulito e completamente asciutto.
Il legno verniciato si lava con acqua e sapone neutro, senza strofinare troppo. Se la vernice si sfoglia, va carteggiata e ridata.
Da evitare sul legno: l’idropulitrice a getto ravvicinato, che solleva le fibre e lascia la superficie ruvida, e la candeggina, che macchia.
Il vetro e le parti metalliche cromate
I piani in vetro dei tavoli da esterno si sporcano di calcare, polvere e macchie di pioggia. Si puliscono come una finestra: acqua, poche gocce di detergente, e soprattutto si asciugano subito, perché è l’acqua lasciata asciugare da sola a lasciare gli aloni.
Le parti cromate e in acciaio inox — piedi, cerniere, maniglie — si puliscono con un panno morbido e acqua, e si asciugano. Le macchie di ruggine superficiale sull’inox si tolgono con prodotti specifici, non con la paglietta, che lascia graffi dove la ruggine poi torna.
I cuscini e i tessuti
Le fodere sfoderabili si lavano secondo l’etichetta. Le imbottiture non vanno in lavatrice: si trattano in superficie e si lasciano asciugare al sole, in piedi.
Le macchie di muffa sui tessuti vanno trattate presto, prima che penetrino. Come si conservano i cuscini perché non si rovinino è spiegato in Cuscini da esterno sempre bagnati? Come conservarli e proteggerli.
Prima di lavarli, polvere, pollini e peli di animale si tolgono con una spazzola per tessuti, passata nel verso della trama: lo sporco secco, se si bagna, entra nelle fibre e diventa una macchia.
Proteggere, perché il prossimo inverno sia più facile
Una buona pulizia in primavera è più rapida se in autunno i mobili sono stati protetti: coperti con un telo che respira, sollevati da terra, oppure ritirati. Come si sceglie la copertura giusta è spiegato in Come proteggere i mobili da giardino dalla pioggia e dall’umidità.
Che cosa guardare nella scheda
Per un pulitore a vapore: accessori inclusi, in particolare spazzole e bocchette strette, capacità del serbatoio, tempo di riscaldamento e superfici indicate dal produttore.
Per un detergente: le superfici su cui si può usare e quelle escluse, che sono l’informazione più importante della scheda.
Come leggiamo le schede
Dei prodotti di questa pagina riportiamo quello che dichiara il venditore: superfici indicate, accessori, potenza e modo d’uso. Non li abbiamo usati, e non diciamo quale pulisca meglio: dipende dal materiale dei mobili e da quanto sono sporchi.
Quello che possiamo fare è spiegare come si pulisce ogni materiale, che cosa evitare su ciascuno e come si fa durare il risultato fino al prossimo inverno. Fra gli arredi che tornano fuori con il bello ci sono anche le amache: come si sceglie un’amaca.
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Domande frequenti
Da dove si comincia?
Dallo sporco secco, con una spazzola morbida: bagnare subito trasforma la polvere in fango che entra nelle trame e negli angoli.
Come si pulisce la resina?
Con acqua tiepida e sapone neutro e una spazzola morbida. Per patine verdi e macchie di muffa aiuta molto il calore di un pulitore a vapore.
Che cosa evitare sulla resina?
Spugne abrasive e solventi: opacizzano la superficie e la rendono più ruvida, quindi più facile da sporcare.
La resina ingiallita torna bianca?
No: l'ingiallimento è un'alterazione del materiale dovuta al sole, non sporco, e la pulizia non lo toglie.
Come si pulisce il rattan sintetico?
Prima con aspirapolvere o spazzola, poi con acqua e sapone seguendo l'intreccio, e si lascia asciugare capovolto.
Come si tratta la ruggine sul ferro?
Si toglie con spazzola metallica o carta abrasiva solo sul punto arrugginito, si pulisce e si ritocca con vernice antiruggine.
Il teak grigio è rovinato?
No: il grigio argento è l'ossidazione naturale della superficie e il legno resta sano. Per ritrovare il colore si usano un pulitore per legno e poi un olio protettivo.
Si può usare l'idropulitrice sul legno?
Meglio di no: a getto ravvicinato solleva le fibre e lascia la superficie ruvida.
Come si puliscono i piani in vetro?
Come una finestra, con acqua e poco detergente, asciugando subito: gli aloni li lascia l'acqua che asciuga da sola.
Come si fa durare la pulizia?
Proteggendo i mobili in autunno: coperti con un telo che respira, sollevati da terra, oppure ritirati.











